Intervengono sull’episodio i consiglieri regionali Alessandrini e Monaco.
“L’ultimo caso dei lupi avvelenati nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise si inserisce in una scia di sangue sempre più folle: animali uccisi in tutto il Paese, dal Trentino alla Puglia. Avvelenati, fucilati, mutilati, in alcuni casi esposti come trofei e appesi ai segnali stradali. Non si tratta solo di bracconaggio, si tratta di un clima culturale e politico che negli anni ha progressivamente legittimato la violenza contro una specie protetta. E mentre si discute di aprire la caccia al lupo, le misure contro il bracconaggio restano deboli, con sanzioni ormai inefficaci.” Lo dichiara la LAV che offre una ricompensa di 10.000€ “per incastrare chi si è macchiato di questo terribile atto di crudeltà.” E per l’episodio crescono le reazioni da parte politica. «Non si tratta solo di un atto crudele, ma di un gesto che mette a rischio l’intero sistema naturale e che dimostra una deriva pericolosa, alimentata da un clima di tensione e da una narrazione distorta sul ruolo dei grandi carnivori», dichiara Erika Alessandrini consigliera regionale del Movimento 5 Stelle. «Le associazioni ambientaliste parlano apertamente di uno dei più gravi crimini contro la natura degli ultimi anni, segnalando una escalation che non può più essere ignorata. Un segnale allarmante che impone una risposta immediata e decisa da parte delle istituzioni».
«Colpire il lupo, specie simbolo della biodiversità appenninica e rigorosamente protetta, significa colpire l’equilibrio stesso dei nostri ecosistemi e l’identità naturalistica dell’Abruzzo – continua la consigliera del M5S – L’utilizzo di bocconi avvelenati, pratica vietata e particolarmente insidiosa perché indiscriminata, è in grado di sterminare interi branchi e di compromettere gravemente la fauna selvatica e domestica. A rischio non c’è solo il lupo: il veleno non conosce bersagli selettivi, e in un territorio come la Marsica, cuore dell’areale dell’orso bruno marsicano, ogni episodio di avvelenamento può rivelarsi letale per una popolazione che conta poche decine di esemplari e che non può permettersi ulteriori perdite». «Chiediamo alla Regione Abruzzo di intervenire con urgenza rafforzando i controlli, sostenendo le attività investigative e mettendo in campo strumenti concreti di prevenzione e contrasto al bracconaggio. È indispensabile individuare i responsabili e garantire che episodi del genere non si ripetano mai più», incalza la consigliera. Alessio Monaco capogruppo AVS in consiglio regionale dichiara “Servono verità e responsabilità. So che il dibattito sulla convivenza con i grandi carnivori è acceso. È legittimo, va affrontato nelle sedi istituzionali. Ma nessuna tensione, nessun danno subito, nessuna esasperazione può mai giustificare il ricorso a pratiche illegali. La giustizia fai-da-te è inaccettabile in una comunità civile. È la negazione dello Stato di diritto. Per questo esprimo piena fiducia nell’attività della magistratura, dei Guardiaparco, dei Carabinieri Forestali e dell’Istituto Zooprofilattico di Avezzano. Si faccia chiarezza, si trovino i responsabili. L’Abruzzo ha bisogno di verità. Ma la verità giudiziaria non basta. Serve una risposta politica. Da anni diciamo che la gestione della fauna passa dalla prevenzione, non dalla repressione. Eppure gli strumenti per aiutare davvero gli allevatori — recinzioni elettrificate, cani da guardiania, indennizzi rapidi e certi — restano sottofinanziati. Il Nucleo Antiveleno fa un lavoro straordinario, ma non può essere lasciato solo. La Regione Abruzzo deve scegliere da che parte stare. O sta con chi difende la legalità e investe sulla convivenza, o lascia campo libero a chi pensa di risolvere i problemi con le esche. Non ci sono zone grigie. Il Parco non è un vincolo. È la nostra infrastruttura più preziosa. Ci porta turismo, lavoro, orgoglio. Difenderlo significa difendere l’Abruzzo. Chi mette il veleno attacca tutti noi: i pastori onesti, gli operatori, i sindaci, i cittadini. Per questo, come capogruppo di AVS, chiederò che la Giunta riferisca subito in Consiglio regionale sugli esiti delle analisi e sulle misure che intende adottare. E chiederò che nel prossimo bilancio ci siano risorse vere per la prevenzione e per il rafforzamento dei controlli.“
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