Una delegazione al confronto nazionale sul futuro della siderurgia italiana
Una delegazione di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico ha partecipato al Consiglio Generale di Federmeccanica ospitato presso lo stabilimento di Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva di Taranto, uno dei siti produttivi più rilevanti e strategici del Paese. A rappresentare l’associazione c’erano il Presidente della Sezione Meccatronica Massimiliano Iocco, il Direttore Generale Luigi Di Giosaffatte e Francesco Barattucci Senior Professional dell’Area Relazioni Industriali. La visita agli impianti produttivi è stata una occasione per osservare da vicino la complessità tecnologica e organizzativa del sito e i significativi interventi di trasformazione e ambientalizzazione già realizzati. Poi il confronto di alto livello tra imprese e rappresentanze industriali sul futuro della manifattura italiana. Dal dibattito è emersa con forza una consapevolezza condivisa: la questione dell’ex Ilva non riguarda soltanto Taranto, ma l’intero sistema produttivo nazionale. La filiera dell’acciaio rappresenta infatti una componente essenziale per la competitività industriale del Paese, con ricadute dirette su settori strategici che sono presenti anche in Abruzzo, come la meccatronica, l’automotive, l’energia, le infrastrutture e l’aerospazio. In questo scenario, la disponibilità di acciaio a condizioni competitive diventa un fattore determinante per sostenere l’export e la capacità produttiva delle imprese.
Nel corso dei lavori è stata presentata anche una ricerca nazionale sul sentiment degli italiani rispetto al futuro della siderurgia. I dati evidenziano un livello di attenzione molto elevato: circa l’80% della popolazione è a conoscenza della vicenda e una larga maggioranza riconosce il ruolo essenziale dell’acciaio per la sopravvivenza dell’industria italiana. Allo stesso tempo, emerge una diffusa preoccupazione per le possibili conseguenze di una riduzione della produzione nazionale, sia in termini di dipendenza dall’estero sia per l’impatto sull’occupazione. Accanto a questa consapevolezza, tuttavia, si registra anche un significativo divario informativo sugli aspetti ambientali, con una scarsa conoscenza degli investimenti e dei miglioramenti già realizzati nello stabilimento. “La partecipazione a questo confronto ci conferma quanto la partita dell’acciaio sia decisiva anche per l’Abruzzo“, ha dichiarato Luigi Di Giosaffatte. “Le nostre imprese metalmeccaniche e manifatturiere sono parte integrante di filiere che dipendono direttamente da una produzione siderurgica competitiva, sostenibile e stabile. Difendere e rilanciare questo asset significa tutelare occupazione, export e capacità industriale anche nei nostri territori“. Sulla stessa linea Massimiliano Iocco, che ha sottolineato il legame diretto tra filiera siderurgica e sistema produttivo regionale: “L’intera filiera meccatronica abruzzese è strettamente connessa alla disponibilità e al costo dell’acciaio. In un contesto globale sempre più competitivo, il rischio di una perdita di produzione nazionale avrebbe effetti immediati su costi, tempi e capacità di competere delle nostre imprese. È necessario sviluppare una visione industriale chiara, capace di coniugare sostenibilità ambientale e solidità produttiva, senza penalizzare la manifattura“. Dal confronto è infine emersa una riflessione condivisa: la transizione industriale ed energetica dovrà necessariamente trovare un equilibrio tra sostenibilità ambientale, sicurezza industriale, competitività e tutela del lavoro. Per territori come l’Abruzzo, caratterizzati da una forte vocazione manifatturiera, il futuro della siderurgia italiana rappresenta quindi una sfida concreta e immediata.
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