“Dopo vent’anni di servizio – ricorda Antonio Di Marco – lo scorso marzo è stato cancellato lo storico volo Pescara-Toronto-Pescara, che nelle ultime estati ha trasportato una media di circa 8mila passeggeri a stagione, confermandosi collegamento fondamentale”.
[one_third]“Quando l’Air Transat ha dato l’addio allo scalo abruzzese è stato subito evidente che questa decisione avrebbe avuto ripercussioni gravissime sull’economia locale e sulla quantità e qualità del turismo nostrano. In pochi, però, avevano immaginato che l’eliminazione di questo collegamento avrebbe anche messo in seria difficoltà l’intera comunità abruzzese insediatasi in Canada”.
“Pochi giorni fa ho ricevuto una copia della lettera inviata al Governatore Chiodi da parte della signora Vilma Mancini, una nostra concittadina che abita a Toronto, in cui illustrata con esattezza quanto sta accadendo e le criticità legate a questa situazione”.
Ve ne riporto alcuni estratti:
“Questa decisione ha un impatto pesantissimo sui passeggeri con la destinazione Pescara – si legge nella lettera – . Questi non sono turisti in vacanza per 10 giorni o due settimane, che proseguono a far le crociere nel Mediterraneo o gite per l’Italia. La maggior parte sono anziani emigranti italiani, quindi fragili e vulnerabili.
Molti di loro sono venuti in Canada da giovanissimi, spesso con le tasche vuote, per trovare una vita migliore. Ora, con l’età avanzata, possono raccogliere i frutti del loro lavoro e tornare nel loro Paese natio, che hanno dovuto lasciare anni prima. Vorrebbero farlo viaggiando in tranquillità, ma questo non è più possibile.
[/one_third] [one_third_last]Infatti, tanti passeggeri che partono da Toronto vengono da lontano, dalla provincia di Ontario nel sud, Quebec, gli Stati Uniti per poter viaggiare diretto a Pescara. Farli scendere a Roma comporta per loro un grande stress, legato non solo al viaggio che poi devono intraprendere in pullman, ma anche alle difficoltà che incontrano proprio all’aeroporto di Roma, grande, troppo grande e non a portata d’uomo per persone anziane, famiglie e bambini. Fra controlli alla dogana, check-out, recupero bagagli, si perdono ore e ore e, una volta concluse queste operazioni, ci si ritrova ammassati su un autobus, solitamente sovraffollato e privo di toilette, senza nessuno che li possa aiutare con i bagagli, come invece accadeva al Liberi, quando ad accoglierli c’erano direttamente i loro parenti. Prendere un taxi è impensabile, dato gli alti costi, quindi non resta che rassegnarsi.
Ci chiediamo, noi cittadini italiani in Canada, perché questa scelta? La Regione poteva fare qualcosa? E il Comune? Non c’erano altre strade praticabili, come amalgamare il volo Toronto-Lamezia-Pescara o come dirottare uno dei tanti voli diretti a Roma una volta a settimana su Pescara?.
Il mio appello va a Air Transat e alla Regione – conclude Vilma – che si uniscano per assicurare il collegamento forte tra i due paesi, che sono legati tra loro per sempre e di nuovo saranno legati con i voli diretti Toronto-Pescara”.
“A questo punto – riprende Di Marco – è evidente che la Regione deve intervenire immediatamente. Mi chiedo cosa stia facendo a tal proposito il consiglio regionale degli emigranti, che su questa vicenda non ha proferito parola. È vergognoso che la Regione abbia strumenti a difesa degli emigranti, ma che questi strumenti non siano in grado di tutelare davvero gli interessi degli italiani all’estero”.
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