
Il sindaco Borrelli “Val di Sangro Expo ha colto nel segno ancora più della prima edizione”
Il Sindaco di Atessa Giulio Borrelli a conclusione della seconda edizione di Val di Sangro Expo ha inviato un messaggio che riportiamo.
Penso che possiamo essere tutti soddisfatti e orgogliosi del risultato raggiunto. Val di Sangro Expo
ha colto nel segno ancora più della prima edizione, perché da un lato è riuscito a mettere in mostra
tutto ciò che di buono, di bello e di importante viene prodotto – nell’industria, nell’agricoltura, nel
commercio e nei servizi – in questa “città industriale diffusa”, come amo definirla. Dall’altro, ha
saputo rappresentare ai nostri esponenti politici, regionali e nazionali, tutto ciò che ancora occorre
per consentire a questa grande realtà – il cuore pulsante dell’Abruzzo, come molti l’hanno definita –
di affrontare con successo le sfide competitive che il mondo di oggi, profondamente cambiato
rispetto al passato, richiede. Ecco perché la nostra impostazione, in tutti i momenti di queste giornate, è stata aperta e inclusiva: Penso che possiamo essere tutti soddisfatti e orgogliosi del risultato raggiunto. Val di Sangro Expò ha colto nel segno ancora più della prima edizione, perché da un lato è riuscito a mettere in mostra tutto ciò che di buono, di bello e di importante viene prodotto – nell’industria, nell’agricoltura, nel
commercio e nei servizi – in questa “città industriale diffusa”, come amo definirla. Dall’altro, ha
saputo rappresentare ai nostri esponenti politici, regionali e nazionali, tutto ciò che ancora occorre
per consentire a questa grande realtà – il cuore pulsante dell’Abruzzo, come molti l’hanno definita –
di affrontare con successo le sfide competitive che il mondo di oggi, profondamente cambiato
rispetto al passato, richiede.
Ecco perché la nostra impostazione, in tutti i momenti di queste giornate, è stata aperta e inclusiva:
abbiamo voluto richiamare istituzioni, cittadini, sindacati, forze sociali e politiche, associazioni e
volontariato a fare squadra. Non nell’interesse di una parte o di un singolo comune, ma
nell’interesse di tutta la nostra regione.
Il nostro Expo non è stato soltanto una mostra importante delle tante e diverse attività produttive del
territorio, ma anche una vetrina di idee e proposte su cui impegnarci per rendere Atessa e
l’Abruzzo sempre più forti, competitivi e all’altezza delle sfide del nostro tempo.
Devo quindi ringraziare gli espositori, i relatori, tutti coloro che hanno partecipato ai convegni. Un
ringraziamento particolare va al vicesindaco Enzo Orfeo, a tutta la giunta, ai consiglieri comunali,
ai nostri consiglieri regionali e provinciali, alle associazioni di categoria, alle onlus, ai volontari: a
tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato che, permettetemi di dirlo, non ha precedenti
nel metter in luce il nuovo protagonismo di questo territorio.
Ora, però, dobbiamo proiettarci ancora più avanti. Dobbiamo fare tesoro delle esperienze maturate
per realizzare con maggiore concretezza la visione che da sempre ci ispira: una visione unitaria del
nostro paese, tra centro e valle, che già ha visto – e sta vedendo – la realizzazione di opere per
decine di milioni di euro, come documentato anche nell’ultimo numero della nostra newsletter che è
a vostra disposizione. Una visione che ci porta a difendere e a sviluppare le attività produttive, alla
base della nostra economia, e allo stesso tempo a valorizzare il patrimonio artistico-architettonico e
culturale che secoli di storia ci hanno tramandato, con l’obiettivo di favorire anche la crescita del
turismo.
Non partiamo da zero: molto è stato fatto, come dimostra il nuovo portale turistico di Atessa,
realizzato da poco e che si arricchirà presto di una nuova versione in lingua inglese. Molto resta
ancora da fare, ma dobbiamo impegnarci tutti, meglio e di più.
In Italia la bellezza è ovunque, per chi abbia occhi e tempo di guardare. Ma se vogliamo mettere
davvero in mostra le nostre eccellenze dobbiamo unire intelligenze e sforzi, fare squadra, fare rete,
come è stato sottolineato in molti interventi di questi giorni, e lavorare con determinazione,
superando personalismi, autoreferenzialità e divisioni sterili. Mi appello dunque a tutti affinché si
impegnino in uno sforzo comune per la crescita culturale del nostro paese, che non può essere
demandata alla sola amministrazione comunale, ma richiede la collaborazione e l’impegno di tanti,
in una sinergia pubblico-privata capace di portarci a traguardi ancora più ambiziosi. Una comunità sapiente e organizzata che lavora realmente per il bene comune deve anche saper
valutare le differenze tra le diverse proposte che vengono anche dai cittadini e saper scegliere e
orientarsi. Ora noi sappiamo che i social, Facebook e altri mezzi della Rete, hanno inquinato tutto,
trasfigurando la menzogna in paradossale verità a cui molti si abbeverano. Sono lo spazio dove
spesso si esercitano persone stravaganti e odiatori seriali, dagli adoratori dei pesciolini rossi agli
incappucciati che non hanno il coraggio di mostrare il loro volto perché si scoprirebbe di quali facce
si tratta.
Io non voglio polemizzare con loro, so solo che non desisteranno, perché, come diceva Johann
Wolfang Goethe, il grande poeta della lingua tedesca, “nulla è più terribile di una ignoranza attiva”.
Io penso che la maggioranza del nostro popolo – con le sue diverse opinioni – è, in gran parte,
quella che in questi giorni è venuta a visitare questo Expo. E’ quella rappresentata nelle diverse
sfaccettature degli interventi che si sono succeduti in questa sala convegni. A questa maggioranza io
mi appello per un ulteriore sforzo per la crescita culturale del nostro paese. Non possiamo aspettarci
che faccia tutto il pubblico (il Comune, lo Stato, la Regione). Ci vuole una migliore sinergia
pubblico-privato. Faccio solo due domande: per le Feste patronali, che rischiano di diventare
impropriamente feste comunali, è possibile finalmente costituire un vero e proprio Comitato
cittadino a cui collaborino tutte le associazioni, tutte le congreghe, tutti coloro che amano
veramente Atessa? Così come, è possibile avere la stessa collaborazione in occasione delle Feste
natalizie che ci richiamano agli albori della nostra cultura e delle nostre tradizioni?
Concludo appellandomi alla sapienza degli atessani. C’è una differenza tra intelligenza e sapienza.
Ci sono fessi o criminali, con un alto quoziente di intelligenza. La sapienza, invece, è conoscenza
con amore; esperienza con umiltà; impegno e partecipazione per il proprio bene e per il bene
comune. Cerchiamo di essere un po’ tutti più sapienti.
Viva la Val di Sangro, viva Atessa!!!
