“Non un percorso di uscita scontato – afferma Paolucci – frutto di un duro e lungo lavoro che ci ha fatto guadagnare una premialità di 140 milioni di euro proprio per gli adempimenti Lea”. Quindi ricorda l’azzeramento di tutti i debiti pregressi della sanità abruzzese costato 245 milioni di euro; il piano di prevenzione 2014-2018; l’istituzione del registro tumori, il percorso nascite che – come ha rimarcato – non è stato di tagli ma di maggiori investimenti in sicurezza” e, soprattutto, il nuovo Piano di riqualificazione del servizio sanitario regionale 2016-2018 che tratteggia il volto della sanità regionale, attraverso una forte semplificazione e opportuno snellimento del ricorso ai presidi ospedalieri, prevalentemente vocati alle acuzie. Insomma, il nuovo Piano supera la visione ospedalocentrica, come ha chiarito il direttore del Dipartimento Salute della Regione Abruzzo, Angelo Muraglia, mentre De Filippo rincuora i cittadini sul buon lavoro fatto, proiettato all’erogazione di servizi di qualità e a dare risposte al diritto inalienabile di salute dei cittadini. Con la fine del commissariamento, in sostanza, dal primo ottobre i poteri
programmatori ritorneranno al Consiglio regionale, ma con il richiamo del sub commissario Giuseppe Zuccatelli, che lascia l’Abruzzo, a “non dimenticare da dove veniamo”.Conclude Paolucci: “Con la fine del commissariamento si guarderà anche alle tasche dei cittadini per un abbassamento della pressione fiscale, soprattutto per le fasce più deboli”.
