
I due pescatori a “caccia” di ricci sono stati multati dalla Capitaneria di Porto di Ortona
Due pescatori subacquei, privi di qualsiasi tipo di autorizzazione, sono stati multati lo scorso
weekend, in orario notturno, dalla Capitaneria di porto di Ortona per pesca subacquea di ricci
di mare in zone vietate e con attrezzature non consentite.
Questa volta ad essere stato preso di mira dai sub è stato il litorale di San Vito Chietino,
dove, complice la presenza di diverse calette che in orario notturno restano completamente
deserte, i pescatori abusivi avevano ben pensato di poter agire indisturbati fino alle prime luci
dell’alba, per un ricco bottino dei preziosi ricci di mare da inviare al sempre florido mercato in
nero.
L’attività di polizia, resa possibile anche grazie alle informazioni fornite da diversi cittadini
residenti in zona, ed all’analisi dei movimenti delle vetture utilizzate per il trasporto del
prodotto, è stata finalizzata da parte dei militari della Guardia costiera dopo diverse ore di
appostamento tra gli scogli, in attesa dell’uscita dall’acqua dei sub, avvistati e seguiti
facilmente grazie alle tipiche luci utilizzate per la pesca notturna.
Riemersi dopo la mezzanotte con le ceste piene di ricci, i due subacquei, già noti per
precedenti analoghi, sono stati subito identificati e sanzionati per un importo complessivo di
2.000 €. Alla sanzione amministrativa ha fatto seguito, altresì, il sequestro delle attrezzature
da sub utilizzate per la pesca di frodo – in particolare bombole e mute -, nonché l’intero
pescato, oltre 100 kg di ricci, immediatamente rigettato in acqua.
Anche questa volta, come in precedenza, i trasgressori erano pescatori non professionisti
provenienti da fuori regione, e la ricorrenza con cui i medesimi soggetti vengono colti in
flagrante, lascia supporre che i facili guadagni che ne derivano siano tali, purtroppo, da far
ritenere accettabile il rischio di essere scoperti e perdere oltre che il pescato, anche la
costosa attrezzatura da sub.
Purtroppo tali presenze sulle coste abruzzesi, divenute ormai frequentissime, rappresentano
una minaccia per l’intero ecosistema marino: i pescatori abusivi depredano infatti i fondali
marini in maniera sempre più spregiudicata, mettendo a repentaglio la sopravvivenza di
specie ittiche tanto preziose quanto fragili, come i ricci ed i polpi, che in altre regioni sono
considerate addirittura già a rischio estinzione per via del sovrasfruttamento.
