l movimento civico Progetto Lanciano, a distanza di qualche giorno dalla visita dell’assessore regionale alla sanità, esprime soddisfazione rispetto agli impegni presi per il rilancio del Renzetti.
Il coordinatore di Progetto Lanciano Pino Valente: ”Dopo anni di tagli indiscriminati finalmente un segnale di inversione di tendenza atteso da tutta la popolazione frentana e dal personale medico e paramedico. Progetto Lanciano vigilerà sul fatto che le promesse si trasformino in realtà visto che negli ultimi anni di promesse sul Renzetti ne abbiamo sentite tante, ma nei fatti Lanciano ha perso 114 posti letto, unità complesse, il trauma team e 12 milioni di euro”.
Aggiunge Pino Valente: ”Gli impegni annunciati, e che vanno realizzati, sono però solo un primo passaggio, importante ma non risolutivo per il rilancio del nosocomio frentano.
L’aspetto fondamentale è ridefinire il ruolo che l’ospedale Renzetti deve avere all’interno della rete ospedaliera provinciale e regionale.
Il nostro nosocomio deve tornare ad essere punto di riferimento di un comprensorio di oltre 100.000 abitanti e può tornare ad esserlo non solo con gli interventi annunciati di riqualificazione dell’edilizia sanitaria e tecnologica ma con la definizione di una precisa mission, all’interno di una strategia complessiva aziendale.
In parole povere bisogna definire quali specialità verranno dislocate nel nostro nosocomio per permettere al Renzetti di dare nuove risposte agli ammalati frentani sempre più spesso costretti ai viaggi della speranza.
Così come è fondamentale intervenire drasticamente sulle liste di attesa che diventano sempre più lunghe costringendo spesso i nostri cittadini a rivolgersi presso strutture private”.
Sottolinea Valente: ”Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi è necessario elaborare un nuovo piano sanitario aziendale che ridia a Lanciano il ruolo che merita, non per mere rivendicazioni campanilistiche, ma per la centralità rispetto ad un territorio che la nostra città ha sempre avuto. Non è più accettabile avere in vigore l’atto aziendale che ha marginalizzato la sanità dell’Abruzzo del sud.
E’ poi innegabile che l’accentramento di specialità nel capoluogo teatino, con il depauperamento di professionalità presenti nei nosocomi dell’Abruzzo meridionale, non ha prodotto risultati concreti nei confronti degli ammalati.
Siamo fiduciosi nel fatto che l’Assessore regionale Paolucci recepisca questi nostri suggerimenti lanciati con spirito costruttivo e per ridare dignità alla sanità dell’Abruzzo Meridionale”.
