
Una lunga lettera dell’Associazione Viale Cappuccini in cui si esprime gratitudine al parroco per ciò che ha fatto in questi anni
Il trasferimento di Padre Vincent dalla Parrocchia di San Pietro ha lasciato un vuoto nella comunità creando dispiacere tra i fedeli. L’Associazione Civile e Culturale Viale Cappuccini in una lettera esprime la gratitudine per la guida spirituale ed il sostegno avuto in questi anni dal parroco. “E’ entrato nella nostra comunità in punta di piedi, trovando una parrocchia lontana, separata, diffidente verso l’istituzione ecclesiastica. Ciononostante, la parola e l’esempio di Padre Vincent hanno avuto una forza profonda e una grandezza tali da farci ritrovare tra l’altare, i banchi, il cortile e le strade come uomini della Parrocchia di San Pietro. Chi non ha vissuto gli anni con Padre Lorenzo, non ne può conoscere il senso ma oggi con Padre Vincent lo ha potuto capire e sapere. Così come si è ritrovata la partecipazione alla vita della nostra parrocchia con la parola di Dio, quella che scende tra le persone, quella che entra nell’animo, nel profondo, così si riprova il distacco da quanto seminato insieme in questi anni.” scrivono Armando Palmieri, Giacomo Bona, Alessandro Falconio, Franco Di Bucchianico che si chiedono il perchè di questo trasferimento. “Non è Dio che vuole questo distacco, ma la cieca decisione che è appunto tale perché di chi forse non conosce nemmeno la realtà della nostra Comunità. La Chiesa dovrebbe essere simbolo e segno di libertà, di unione, di solidarietà, di comprensione, di perdono invece si ritrova nelle decisioni imposte e deliberate senza ascolto, senza condivisione, senza comprensione, tradendo la libertà della parola ma imponendo il silenzio nella trasfigurata obbedienza nella volontà di Dio. Non è questa la volontà di Dio. Ma è la volontà di uomini che continuano a seminare per la strada e tra le spine non nella buona terra per portare frutto. Nei giorni in cui l’avidità, l’ingordigia, l’egoismo, il potere cieco muovono popoli gli uni contro gli altri in conflitti mondiali, mentre la parola di Dio è armonia con la natura e con gli atri, ci troviamo di fronte a chi dimentica l’umanità, a chi dimentica la grandezza della famiglia, della comunità, a chi dimentica il senso di appartenenza ad una vita di una Parrocchia, a chi decide e basta.”
“Padre Vincent ha tracciato un cammino di fede, di crescita di rapporti umani, di rispetto, di amore, di solidarietà, di ricerca della semplicità, di preghiera intima, di conforto, ha ridato vita alla Parrocchia, ha riavvicinato i giovani alla preghiera, ha riavvicinato le famiglie alla Chiesa, ai Sacramenti, al senso di partecipazione spirituale, all’unione quella armonica, con umiltà si è avvicinato a tutti senza escludere nessuno entrando in dialogo con le persone, con le nostre storie, con le nostre ferite, le nostre fatiche, perché come diceva Papa Francesco “tutto ciò che è umano è degno di essere abbracciato dall’amore e dalla misericordia di Dio”. “Ma tutto ciò per la Chiesa forse non è importante. Non interessa la continuità di un cammino spirituale, di comunione e di pace di una Comunità. Non interessa ritrovare il senso della guida spirituale e di fede in un Parroco vicino a tutti. Non interessa ritrovarsi vicina alle persone e alle loro vite. Caro Padre Vincent, hai seminato nella buona terra e i frutti porteranno il tuo esempio. Nel tuo cammino portaci nelle tue preghiere. Noi pregheremo per te, senza sapere perché non avremmo potuto continuare a farlo insieme e vicini, impediti, separati e allontanati nel nome di Dio.”
