
Un entusiasmo genuino e intenso ha accompagnato l’edizione 2016 del Dono, rinnovando una delle tradizioni più care e sentite dai lancianesi in onore della Madonna del Ponte, patrona della Città, proprio nel giorno della nascita di Maria.
Il rito, iniziato nel 1833, affonda le sue radici nella cultura contadina e agreste: gli agricoltori, in un simbolico pellegrinaggio votivo, offrono a Maria le primizie dei campi come ringraziamento per il raccolto ottenuto e come preghiera per l’annata futura.
Il corteo del Dono, partendo dal Viale delle Rose, si è snodato, come è usanza, lungo Corso Trento e Trieste fino a raggiungere Piazza Plebiscito, con trattori addobbati a festa, costumi tipici, canti e balli tradizionali e rievocazioni folkloristiche di momenti di vita contadina. Non sono mancati il lancio di caramelle per i più piccoli e omaggi gastronomici agli spettatori. Ha aperto la sfilata il Gruppo Tradizione, coordinato da Mimmo Spadano di “Terre del Sud”, che ha eseguito inni antichi in onore della Madonna del Ponte. Sono seguiti, poi, oltre quaranta carri per un totale di trentatrè contrade partecipanti. Ospiti di questa edizione la Compagnia Tradizioni Teatine di Chieti, presieduta dal professor Francesco Stoppa, e le rappresentanze dei Comuni di Treglio e Sant’Eusanio del Sangro. Il Dono si concluderà questa sera, in Piazza Plebiscito, con la vendita dei donativi dalle 19.
Un rito antico, questo dedicato alla Madonna, festoso e solenne insieme, che ha saputo nel tempo modificarsi e innovarsi, non perdendo mai, però, il gusto sacro e il fascino bucolico, terrigeno ma candido, della devozione popolare.
Nicoletta Fazio
