Sono circa 1500 i giocattoli raccolti
Consegnati gli ultimi kit solidali realizzati nell’ambito del progetto “Un Mare di Giochi – La Spiaggia che Dona”, promosso da ENDAS Abruzzo che ha trasformato i giochi dimenticati sulle spiagge in una concreta opportunità di solidarietà e inclusione sociale. I risultati dell’iniziativa sono stati presentati nel corso della Commissione Ambiente e Parchi del Comune di Pescara, evidenziando numeri significativi: oltre 12 stabilimenti balneari coinvolti, circa 1.500 giocattoli raccolti e più di 100 kit solidali distribuiti ad associazioni, centri per minori, parrocchie e altre realtà impegnate quotidianamente nel sostegno alle famiglie e ai bambini del territorio. Secchielli, palette, palloni, racchettoni e altri giochi da mare recuperati al termine della stagione balneare sono stati selezionati, puliti, sanificati e confezionati in kit destinati a chi ne aveva più bisogno, evitando che diventassero rifiuti e restituendo loro una nuova funzione sociale; quelli rotti, sono stati consegnati al Liceo Artistico Musicale Coreutico Misticoni-Bellisario di Pescara per la creazione di opere d’arte. L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di come sostenibilità ambientale ed economia circolare possano generare benefici diretti per la comunità.
«Ogni kit consegnato racconta una storia di recupero e solidarietà», dichiara Simone D’Angelo, Presidente di ENDAS Abruzzo. «Un gioco dimenticato sulla spiaggia rischiava di trasformarsi in un rifiuto; oggi, invece, torna nelle mani di un bambino e diventa un’occasione di gioia e condivisione. I risultati raggiunti dimostrano che ambiente, volontariato e comunità possono lavorare insieme per costruire qualcosa di utile e concreto. Ringraziamo per il patrocinio il Comune di Pescara, la Regione Abruzzo, Ambiente S.p.A., Plastic Free Abruzzo, gli stabilimenti balneari, i volontari e tutte le realtà che hanno collaborato alla riuscita del progetto». “Un Mare di Giochi”, già inserito nella campagna europea di eventi #EUBeachCleanup, conferma così la propria capacità di coniugare tutela dell’ambiente, educazione al riuso e sostegno alle fasce più fragili della popolazione, trasformando un problema in una risorsa e promuovendo una cultura della responsabilità condivisa e della solidarietà.
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