– Sabato 11 giugno, nel corso dell’assemblea annuale per l’approvazione del bilancio, sono stati rinnovati gli organi statutari della Federmanager Abruzzo e Molise.
Ampiamente rinnovati risultano il consiglio direttivo, il collegio dei probiviri ed il collegio sindacale. Alla presidenza è stato confermato Florio Corneli, che in occasione del suo terzo mandato e senza nascondere un velo di orgoglio ha voluto regalarsi il convegno “Pensare da manager, il ruolo del dirigente nelle organizzazioni pubbliche e private”, un modo per ribadire che se si vuole uscire dalla crisi, occorre chiamare tutte le forze in campo e giocare bene la partita.
“Non possiamo pensare ancora alle separazioni identitarie. Non esiste il dirigente pubblico e quello privato. Esiste una sola classe dirigente che opera nelle organizzazioni che hanno mission distinte. Esiste un solo senso di responsabilità, quello che investe l’uomo prima ancora del manager o del politico”, è stato detto, e che ha portato in Abruzzo Savarino Pompeo presidente della Agdp, l’associazione dei dirigenti pubblici e Antonio Caponetto, direttore generale del Cipe (Comitato Interministeriale per la programmazione economica), Stefano Cuzzilla presidente Federmanager, Giorgio Ambrogioni presidente Cida e Bruno Leombruni vice presidente Aptar Europa Spa, l’azienda ubicata nel territorio che rappresenta un esempio da imitare.
Lo sa bene Giovanni Savini, vice presidente Agdp e capo Dipartimento della Presidenza della Regione Abruzzo, che è riuscito a fare in Abruzzo un miracolo che non si è verificato nelle altre regioni.
“Non possiamo più fare a meno di pensare da manager, non c’è più tempo e dobbiamo centellinate le risorse che abbiamo con l’unico scopo di colpire tutti gli obiettivi prefissati, uno subito dopo l’altro come fossero birilli. Ci tengo a sottolineare che se si vuole lavorare bene si può riuscire a spendere al meglio come è capitato in Abruzzo, una delle poche Regioni che è riuscita a investire tutte le risorse disponibili“, ha affermato.
Di che si parla in un convegno che porta il nome Pensare da manager? Di come si spendono i 290 milioni di euro che il Cipe ha previsto per i programmi e le azioni finalizzate al sostegno alle imprese e alla crescita, degli strumenti di misurazione delle performance dei dirigenti.
Si parla della necessità di indicatori di performance per i dirigenti della PA ma anche delle riforme.
“Dobbiamo capire cosa fare affinché la riforma della scuola non resti su carta e abbiamo il compito di dare un senso all’alternanza scuola-lavoro“, ha sottolineato Giorgio Ambrogioni.
E ancora, la Federmanager vuole certificare la managerialità a cominciare dai profili emergenti. A presentare il lavoro è Stefano Cuzzilla, per il quale “l’innovation manager, il temporary manager, l’export manager e il manager di rete sono i profili che abbiamo voluto certificare e che rispondono all’ urgenza dei fabbisogni del mercato: l’innovazione, la flessibilità, l’internazionalizzazione d’impresa (che rappresenta una grande occasione per il made in Italy ) e soprattutto la necessità di costruire e di gestire in maniera ‘democratica’ reti in grado di supportare le aziende che hanno l’obiettivo comune del business ottimizzando i costi”.
13 giugno 2016
Catia Napoleone
