Incontro organizzato dall’IC Mario Bosco su scuola e famiglia.
Ha catturato ancora una volta l’attenzione e la curiosità della platea composta per la maggior parte da insegnanti dell’Istituto comprensivo Mario Bosco di Lanciano, Francesco Barone, docente di Pedagogia della cooperazione sociale e internazionale all’Università dell’Aquila, ambasciatore di pace nel mondo simbolo di impegno e volontariato con ben 64 missioni umanitarie in Congo, pronto per firmare il 65^ viaggio, all’insegna della solidarietà e dell’aiuto concreto. Lo ha annunciato nel corso dell’incontro che si è tenuto nella sala “Benito Lanci” su un tema di stringente attualità “Scuola e famiglia: il ruolo della società moderna”, evento inserito nell’ambito del maggio della Cultura, introdotto dalla dirigente scolastica Mirella Spinelli che ha evidenziato le ragioni e gli obiettivi dell’iniziativa. Barone ha parlato di scuola e famiglia, dell’importanza di stabilire relazioni costruttive, soprattutto in periodi come questi attraversati da grandi cambiamenti e dalla supremazia digitale. Ha risposto a domande e a richieste di chiarimenti ed è stato favorevolmente colpito dalla riflessione di un giovanissimo studente che ha ricordato il ruolo determinante che ha avuto per lui alle elementari, la maestra. “Educare al rispetto della persona, da qui l’importanza della cultura e quindi della conoscenza”. Parole che ricorrono spesso negli interventi del professor Barone e alle quali si aggiungono la pace, l’ascolto, la generosità, il volontariato. Non si è ancora spenta nell’aula magna del Liceo Classico “Galilei” di Lanciano l’eco della sua testimonianza forte e appassionata che non ha lasciato indifferenti studenti e professori. Iniziativa importante che ha visto la collaborazione anche dell’associazione “Altri Orizzonti” che si occupa di salute mentale. Barone è particolarmente legato a Lanciano e non solo per il Premio ricevuto dall’amministrazione Comunale nel 2024, un riconoscimento alla sua infaticabile attività nei confronti di chi vive condizioni di indigenza e di grande difficoltà.
Ora l’impegno e le energie sono rivolti alla prossima missione. “Torneremo a Goma nella Repubblica Democratica del Congo – spiega Francesco Barone – per dare continuità a ciò che abbiamo già avviato. Le priorità riguardano la consegna di alimenti e medicinali alla popolazione. Aiuteremo gli orfanotrofi e le strutture sanitarie che si occupano di persone che vivono in condizioni di povertà e vulnerabilità. Sono previsti interventi anche a Sake, città a circa 30 Km da Goma. Daremo continuità ai progetti di scolarizzazione nel Centro Kwetu, dove abbiamo realizzato la scuola della Pace che attualmente ospita circa 1000 bambini poveri”. Disegna uno scenario che è difficile anche solo immaginare e la domanda sorge davvero spontanea, che cosa genera tanta povertà, quali le cause di tanta miseria? “Innanzitutto i continui conflitti sono le cause che destabilizzano gli equilibri di una popolazione stremata. Inoltre – sottolinea Barone – la maledizione del gigante dell’Africa è la sua ricchezza mineraria. I minerali essenziali come coltan e cobalto suscitano i bassi appetiti da parte di uomini senza scrupoli. Le aberrazioni umane dipendono quasi sempre da interessi economici”. Barone si recherà in un luogo di guerra dove non è semplice gestire la paura “è uno stato emotivo che è presente durante tutti i giorni di missione, ma la motivazione supera la paura”.
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