Carlo Costantini

“La Regione Abruzzo paga una, due, tre volte, il conto della mobilità sanitaria passiva che Chiodi, nonostante la gestione dei poteri commissariali, non è stato in grado ridurre nel corso dei quattro anni del suo mandato, ritenendolo – parole sue – un elemento marginale rispetto all’ammontare complessivo della spesa sanitaria regionale.” Lo sostiene il Consigliere Regionale dell’IDV Carlo Costantini che spiega “Una prima volta lo paga in termini sociali, quando gli abruzzesi sono costretti, causa le lunghissime liste di attesa, a rivolgersi altrove per le necessarie cure sanitarie.Una seconda volta, in termini di PIL sanitario: quando si accolla per prestazioni fuori regione circa 67 di milioni di euro che, invece, avrebbero potuto creare posti di lavoro (infermieri, medici, tutto l’indotto sanitario) e ridurre al minimo la precarizzazione dei contratti.La terza – e forse nemmeno l’ultima – quando il Governo Monti, con la sua spending review che colpisce sempre i più poveri e mai i privilegiati, stabilisce nella bozza di decreto che più è alto il costo della mobilità sanitaria di ogni regione, più è forte il taglio dei posti letto.In pratica, le Regioni che finora non sono state in grado, attuando per tempo una corretta e lungimirante politica sanitaria sul territorio, di riprendersi i propri pazienti e ridurre il saldo negativo della mobilità sanitaria, da adesso in poi dovranno rinunciarci a favore delle Regioni che invece vantano un saldo attivo della mobilità.Con questa decisione, il Governo nazionale ritiene nei fatti che Chiodi (e con lui i Governatori di altre regioni per lo più del meridione) non sia in grado di invertire il trend negativodell’emigrazione sanitaria e perciò penalizza l’Abruzzo togliendo quei posti letto ritenuti non più necessari.” Costantini definisce l’atteggiamento di Chiodi “superficiale” rispetto ad una problematica cosi importante come la sanità.
