Angelo Lannutti opinionista sportivo

La fine di un anno, anzi il passaggio da un anno ad un altro, comporta sempre un momento di verifica di quanto si è fatto e di ciò che si vuole fare . in gergo tecnico si chiama bilancio. Gli enti fanno quello consuntivo e quello di previsione snocciolando cifre che ognuno legge ed interpreta a proprio piacimento. Nel calcio invece i numeri sono inconfutabili e determinati ai fini di una retrocessione, di una permanenza in categoria o di una promozione. Si può discutere e dire tutto ed il contrario di tutto su di una gara, su una decisione arbitrale, ma un annata porta il riscontro certo sulle scelte fatte ad inizio stagione e sulla qualità del lavoro svolto. La Virtus Lanciano aveva chiuso il 2012 con la brillante e storica promozione nella Serie B nazionale e con una chiusura del girone di andata di questo primo campionato cadetto che faceva ben sperare per il prosieguo e che poi è effettivamente sfociata nella permanenza di categoria senza neanche gli spareggi. Il 2013 , pertanto, è ripartito da qui: un nuovo campionato cadetto dopo aver guadagnato sul campo la più che legittima delle permanenze. Carmine Gautieri, guida tecnica e condottiero della pattuglia frentana capace di ottenere questo ottimo risultato, sceglie altre strade e la società altro non può fare che cercare una nuova guida tecnica. Dopo tante ridde di voci arriva la conferma su un tecnico emergente: Marco Baroni. Da calciatore, arcigno marcatore in difesa, ha avuto il suo massimo nelle file del Napoli di Maradona dove, vince lo scudetto annata 1989-90 e poi la super coppa italiana realizzando anche due reti. Una al Bologna ed una alla Lazio all’ultima giornata del campionato garantendo la vittoria dello scudetto ai partenopei. Da allenatore era già venuto al Biondi alla guida del Rondinella, squadra Fiorentina, quando il Lanciano vinse il campionato di C2 con mister Castori alla guida. Sempre da allenatore mister Baroni ha ottenuto i migliori risultati alla guida delle formazioni primavera di Siena e Juventus mentre con le prime squadre di Ancona e Cremonese ha trovato solo l’esonero. Un incognita quindi per i tifosi frentani, cosi come sono un incognita i calciatori che il mister porta a Lanciano. Passata indolore l’eliminazione dalla coppa Italia da parte del Benevento ecco il campionato a far luce sui tanti dubbi. Subito dissolti perché la Virtus Lanciano dopo due pareggi iniziali comincia a vincere dentro e fuori guadagnando addirittura il vertice della classifica. Assetto e disciplina tattica fanno della Virtus Lanciano la squadra da battere, che segna poco ma che non prende gol. La prima sconfitta arriva solo alla dodicesima giornata in quel di Modena. Partita che sarà ricordata perché il gol che determina l’esito della gara è contraddistinto da una doppia irregolarità: fuori gioco e fallo di mano da parte del canarino Babacar. Sarà uno delle tante sviste arbitrali che, in questo girone di andata, hanno penalizzato oltre i propri demeriti i colori rossoneri. Un girone d’andata chiuso con una vittoria in trasferta, a Cittadella per due ad uno, dopo una serie di gare poco fortunate. Un giro di boa chiuso a quota trentatre, un punteggio al di là di ogni più rosea previsione al momento dell’inizio del torneo. Un analisi attenta non può non osservare come il momento di crisi della Virtus sia coinciso con l’indisponibilità tra infortuni e squalifiche di elementi importanti quali il portiere Sepe, i difensori Mammarella ed Amenta, i centrocampisti Paghera e Minotti, l’attaccante Thiam il Jolly Di Cecco ed il prezioso centrocampista Casarini. Inoltre è evidente che le sviste arbitrali,concentratesi casualmente proprio a Dicembre, abbiano condizionato non poco dal punto di vista psicologico il rendimento dei giocatori rossoneri. A Trapani la mancata concessione del gol di Mammarella e l’incredibile svista per un fallo di mano in area sotto gli occhi dell’arbitro si è ripercossa sulla successiva gara interna con il Palermo. Non ostante l’assenza di Mammarella ai quotati isolani viene lasciato solo un colpo di testa su azione d’angolo che porta al vantaggio rosanero. Poi ci vuole tanta abnegazione e volontà per guadagnarsi il pari all’ultimo secondo. Si passa al Derby e qui tanto merito al Pescara che capitalizza con grande sagacia tattica e tanta esperienza dei priori giocatori il vantaggio ottenuto dopo solo dieci minuti. Ma la Virtus paga a caro prezzo psicologico il rigore più che dubbio che porta in vantaggio gli adriatici ed il modo di gestire la gara da parte dell’arbitro che concede agli ospiti ogni sotterfugio per ritardare e spezzettare il gioco. Ne fanno le spese Sepe e Di Cecco capitano di giornata. Assenze pesanti nelle successive gare perse a La spezia ed in casa con il Carpi, forse la peggior prestazione dell’anno. Ma la chiusura è confortante. A Cittadella si è rivista la squadra di alta classifica. Che ha creato diverse occasioni da rete,ne ha segnate due, colpito un palo ed una traversa ed ha subito un rigore contro. L’annata si chiude quindi nel migliore dei modi: quinta posizione in classifica in piena zona Play off, squadra capace di segnare con dieci giocatori diversi . Mi sembra opportuno ricordare che le segnature non sono mai state ottenute su calci piazzati diretti in porta ne su calci di rigore visto che in questo girone di andata nessun arbitro li ha mai ravvisati a favore dei colori rossoneri. Un record positivo da annoverare per chi viene tacciato di segnare solo su palle inattive. Si riprenderà a fine Gennaio. Ora qualche giorno di meritata vacanza per staff tecnico e giocatori poi ripresa degli allenamenti in Puglia. Per il 2014 auguriamo alla Virtus lanciano di mantenere l’attuale standard e centrare a pieno l’obiettivo di inizio stagione, a tutti i tifosi e a tutti i lettori il miglior anno possibile per tutto il resto della vita. Angelo Lannutti.
