Prima 1000 giorni e poi altri 100 per chiudere una brutta parentesi che poteva essere evitata. Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia, ha ricevuto in queste ore la notifica della sentenza di assoluzione da parte del Tribunale di Verona. Era indagato nell’ambito dell’inchiesta nota come “rimborsopoli” per episodi legati alla sua attività di assessore regionale alle politiche agricole nella precedente legislatura. Una vicenda che lo aveva amareggiato, pur consapevole di stare nel giusto, e che si è protratta per quasi tre anni. “Se da un parte sono molto contento, per me la mia famiglia e la mia comunità politica che non mi hanno mai fatto mancare vicinanza e sostegno, dall’altra parte, sono molto rammaricato nel constatare come la Giustizia ha perso più di mille giorni per verificare e indagare in una vicenda che si è, poi, rivelata assolutamente trasparente, regolare e corretta”. Questo il commento del consigliere regionale Mauro Febbo all’indomani della notifica dopo 100 giorni della propria assoluzione (vedi allegato) con formula piena. “Una vicenda – commenta Febbo – nata e fondato sul nulla ai tempi in cui ho rivestito il ruolo di assessore regionale alle Politiche agricole. Un ‘caso’ fondato sulle sciocchezze, sul nulla assoluto dove i costi, diretti ed indiretti, ricadono e ricadranno adesso sui contribuenti cittadini abruzzesi. Il nostro Paese e l’Abruzzo hanno bisogno, invece, di una Giustizia oculata, attenda e non quella, come accade a volte, facilona e politicizzata che spesso alimenta quella forcaiola”.
