Foto a confronto dell'hotel Rigopiano a Farindola (Pescara): sotto un'immagine estiva dell'albergo, sopra quella attuale della struttura sommersa dalla valanga di neve. (ANSA)

Oggi non si parla di numeri, quante vittime, quanti dispersi, quanti soccorritori…quante ore…oggi si parla di dolore. Il dolore per quelle persone che hanno perso la vita sotto un cumulo di neve e detriti. Il dolore per vite spezzate, storie interrotte, sogni infranti. Famiglie distrutte, difficile da accettare una fine cosi per chi si ama. Tutti abbiamo seguito con ansia le operazioni di soccorso commuovendoci e sentendoci vicini a quella tragedia. E’ umano e giusto che ora ci sia silenzio. Rispetto per chi non c’è più e rispetto per chi piange le persone scomparse. Ma anche in silenzio una domanda continuiamo a farcela tutti : la tragedia poteva essere evitata? A questa domanda cercherà di rispondere l’inchiesta avviata dalla Procura di Pescara. Come si fa pero’ a non pensare che qualcosa doveva funzionare diversamente? Bollettino Meteomont con l’allerta valanghe che non viene preso in giusta considerazione, mail che non sarebbero mai arrivate a destinazione, turbine che non funzionano o che arrivano tardi. La tristissima vicenda ha riproposto due importanti tematiche, la prevenzione e la conoscenza del territorio. Ripartiamo da qui per evitare che altri casi come quello di Farindola possano verificarsi.
Catia Napoleone
