Foto a confronto dell'hotel Rigopiano a Farindola (Pescara): sotto un'immagine estiva dell'albergo, sopra quella attuale della struttura sommersa dalla valanga di neve. (ANSA)

Saranno interrogati mercoledi i sei indagati per la tragedia di Rigopiano indagati per omicidio plurimo colposo e lesioni colpose. Tra gli indagati il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco ed il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta. A condurre le indagini il procuratore di Pescara Cristina Tedeschini. Sono ancora vive le immagini di quella tragedia avvenuta il 18 gennaio scorso e che ha causato 29 morti. Undici, ricordiamo, i superstiti. Intorno alle 16,30 o forse un po’ piu’ tardi, nella struttura c’erano una quarantina di persone tra ospiti e personale. Molti erano in attesa di poter riprendere l’auto e ripartire viste le condizioni atmosferiche. Nessuno poteva immaginare che da lì a poco si sarebbe verificata una delle tragedie che maggiormente hanno colpito l’opinione pubblica. Pochi minuti, forse attimi, e la neve ha travolto l’albergo, sventrandolo. Sono ancora tante le domande che tutti coloro che hanno vissuto sul posto o attraverso i media la tragedia, si pongono. Una per tutte: si poteva evitare? Se la strada fosse stata sgombrata in tempo, se le turbine fossero intervenute, se gli ospiti della struttura che aspettavano fuori dall’albergo con le macchine in fila indiana di poter andar via si fossero potuti muovere, se…se…se…. tanti se e tanti punti interrogativi pesanti come macigni sul cuore di chi ha perso familiari in mezzo a quelle macerie.
Catia Napoleone
