I clienti degli stabilimenti dovranno aspettare le 11 del mattino per potersi riparare dal sole ferma restando la garanzia del servizio di salvataggio.La protesta mira a dire NO ALLE ASTE degli stabilimenti balneari previste dall’Unione Europea a partire dal gennaio 2016.
Queste in sintesi le principali ragioni a sostegno della protesta come leggiamo da un comunicato stampa:
1) gli stabilimenti balneari hanno da sempre svolto il ruolo di fiduciari della Stato garantendo il servizio di salvataggio sulle spiagge e favorendo lo sviluppo del turismo costiero attraverso notevoli investimenti su concessioni statali;
2) nel corso degli anni si sono susseguite diverse normative le quali hanno sempre affermato il principio del rinnovo dei titoli concessori confermando di fatto al balneatore di poter investire potendo contare su un congruo periodo di tempo per recuperare le spese sostenute;
3) il quadro appena esposto ha favorito lo sviluppo di una peculiarità e tipicità del turismo balneare italiano che ha garantito positive ricadute in termini di crescita economica del territorio costiero e dell’occupazione;
4) la tipicità del prodotto balneare italiano e caratterizzata da piccole aziende a gestione familiare che si avvalgono di dipendenti espressione della comunità locale e quindi in grado di favorire lo sviluppo economico del territorio in cui operano;
5) nell’ottica della libertà di concorrenza invocata dall’UE esistono tantissime possibilità per rilasciare nuove concessioni senza ledere i diritti di chi ha già investito sulla propria attività.
