“Oggi, per la Regione Abruzzo, per tutti i gli Abruzzesi ed anche per me personalmente, è un giorno di immensa gioia, perché tutti insieme siamo chiamati a vivere un simbolo di rinascita, di apertura al futuro e alla speranza”. Con queste parole il Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio ha salutato i numerosi ospiti presenti nella Sala “Ipogea” di Palazzo dell’Emiciclo dopo il taglio del nastro. “Questo edificio descrive esattamente la dignità, l’orgoglio, la determinazione, la fatica, l’antica nobiltà d’animo delle popolazioni d’Abruzzo, che si rispecchiano nella prospettiva architettonica, istituzionale e civica che qui osserviamo, totalmente nuova. Sono stato motivato e determinato – ha precisato Di Pangrazio -nel cogliere l’obiettivo di restituire all’intera comunità abruzzese ed aquilana questo spazio, quale sede originaria del Consiglio regionale, rappresentando, in tal senso, l’integra unità dell’Abruzzo, comunità rinata attorno alla sua unica e anticha Città capoluogo, che è l’Aquila”. Oggi questo spazio può ben essere definito il “Complesso Monumentale dell’Emiciclo” e raccoglie in se la stratificazione della storia profonda e antica della città dell’Aquila, le molteplici funzioni amministrative, religiose e civili, le diverse strutturazioni archeologiche ed architettoniche, le conoscenze e le tecniche costruttive evolute nel tempo, le variazioni culturali e l’evoluzione della sensibilità estetica. A ciò si aggiunge una funzionalità fondata sulle più avanzate innovazioni tecnologiche e sulle più attuali tecniche per la prevenzione sismica negli edifici, che ne definiscono una fruibilità all’insegna della sicurezza e dell’accessibilità. “Con approfondita valutazione, si è voluto immaginare un Complesso architettonico che plasticamente e funzionalmente si aprisse all’intera comunità civile dell’Abruzzo ha aggiunto il Presidente del Consiglio regionale – attraverso la sua Città Capoluogo”. La fisica congiunzione dello spazio e del giardino pubblico urbano con l’Emiciclo, diventa luogo di creatività culturale e sociale per la città, incastonando al suo interno spazi aperti alla vita pubblica: la navata centrale, con la bellissima vetrata del maestro Franco Summa, il giardino interno che richiama la presenza e l’idea del chiostro conventuale, lo stupendo spazio, che potrete ammirare recuperato con assoluta maestria, per la biblioteca; la sala ipogea, potranno creare autentica integrazione tra l’istituzione regionale e la società civile e democratica. “Si è compiuta la fatica di restituire a tutti un luogo simbolico fondamentale per l’Abruzzo, il Complesso Monumentale dell’Emiciclo – ha concluso Di Pangrazio – si avvia la fatica di trasformarlo in un centro propulsore, giovane, di giovani motivati e dinamici, capaci di aprirsi al mondo, al nuovo e al bene, di legare l’Abruzzo all’Italia e all’Europa, al mondo intero”.
