
Il Covid continua a mietere vittime. Il dolore dei familiari
“E’ entrata in ospedale per la rottura di un femore stava per riuscire ma al tampone è risultato positivo, da li una tragedia finita con la morte.” “Lo vedo salire in ambulanza, i nostri sguardi s’ incrociano impauriti. Mai avrei pensato di non rivederlo più.” Le storie sono tante, storie di dolore, storie che riguardano vite spezzate dal covid. Dopo un anno di pandemia sono ancora tante le vittime. Le storie sono tante, purtroppo, le raccontano i parenti, che non hanno potuto dare l’ultimo saluto ai loro cari e non si danno pace per il dolore. E’ proprio questo un aspetto che, ad oggi, rappresenta un dramma nel dramma. Se tutto va bene, figli, mogli, fratelli devono accontentarsi di una videochiamata fatta grazie a qualche anima buona che si presta, per avere l’ultima, spesso confusa, immagine della persona che si ama da una vita. Non è giusto. Non è giusto. Non si riesce a capire perchè utilizzando tutte le misure di protezione che il caso richiede e quindi mascherine, tampone, tuta, un parente non possa dare l’ultimo saluto ad un congiunto. Rivolgiamo un appello affinchè si rifletta su questo aspetto. Che si muovano i comitati etici, la Chiesa, le organizzazioni di ogni tipo affinchè si valuti la possibilità di far dare l’ultimo saluto ai propri cari. Le morti in solitudine ci peseranno come macigni.
