Portati via da un locale diversi attrezzi da lavoro
C’è chi risponde alla violenza di un furto con la rabbia e chi, invece, decide di trasformare l’amarezza in un’occasione di riflessione collettiva. È quello che è successo in queste ore, a Filetto dove il noto professionista Nicolino d’Alessandro, già sindaco in passato del piccolo centro, colpito da un’intrusione nella sua proprietà ha scelto di fare sentire la propria voce non con urla o invettive, ma affiggendo un manifesto che sta facendo discutere e riflettere l’intera comunità. Un testo fermo, civilissimo e intriso di una profonda maturità morale, con cui la vittima affronta direttamente chi ha compiuto il gesto,bilanciando il richiamo inflessibile alle norme con un profondo senso di umanità.
“Mi rivolgo a chi ha avuto la brillante idea di entrare tra il 12 e 13 agosto nel locale di mia proprietà adiacente il BAR il Peperoncino a Filetto (Ch) in una piccola realtà paesana dove tutti ci conosciamo, per rubare alcuni attrezzi (avvitatori, batterie, seghetto alternativo, loro accessori e quant’altro) per un valore di circa 400,00 euro. Non voglio commentare il gesto meschino che ho subito e credo di non riavere indietro quello che mi hanno sottratto…però voglio rendere noto a questo/i signore/i che l’accesso abusivo in un locale luogo di privata dimora, con sottrazione di beni genera il seguente reato: Furto in abitazione o nelle sue pertinenze – art. 624-bis c.p. ” scrive D’Alessandro elencando anche le pene previste, ma se la prima parte del manifesto definisce i confini del torto subito, è la seconda a spiazzare e far riflettere. La vittima si rivolge direttamente all’autore. “Mi rivolgo a te o a voi! Se hai problemi economici e mi conosci, potevi chiedermi di aiutarti a trovare un lavoro, l’avrei fatto! Ti avrei aiutato, a prescindere, per qualsiasi cosa. Un furto lo considero un fallimento dell’intera collettività che non riesce a prendere provvedimenti rispetto al disagio che lo circonda. La soluzione al/ai tuo/i problema/i non è delinquere ma comprendere come uscirne e risolvere i problemi che ti/vi logorano quotidianamente; ci sono luoghi dove istituzionalmente trovi persone competenti che ti possono aiutare gratuitamente messi a disposizione dal comune, da altre organizzazioni del territorio come la ASL, il centro per l’impiego, la famiglia, gli amici, ecc. Affrettati prima che sia troppo tardi!”
Nicolino d’Alessandro condivide con tutti un messaggio chiaro: se il rispetto della legalità resta il pilastro primario di una comunità, l’attenzione verso chi ci vive accanto ne è l’anima indispensabile.
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