Da alcuni mesi tornato nella sede storica del Castello cinquecentesco
Dopo sedici anni di chiusura forzata dal terremoto del 2009, lo scorso dicembre il Museo Nazionale d’Abruzzo (MuNDA) ha riaperto le porte della sua sede storica, il Castello cinquecentesco dell’Aquila. Un ritorno atteso da una città intera, che restituisce alla città uno dei suoi luoghi identitari più significativi, simbolo insieme della ferita del sisma e della lunga, complessa ricostruzione. Il museo ha scelto di celebrare questo momento con il recupero degli spazi monumentali del castello e con un progetto pensato per rendere la visita davvero accessibile a tutti, in linea con una sensibilità sempre più diffusa tra le istituzioni culturali italiane. Al primo piano del castello, tra le opere della collezione permanente, i visitatori incontrano IRIDE, un touch wall interattivo composto da cinque schermi touch in Full HD, per una superficie complessiva di 3,5 metri di lunghezza e 1,2 di altezza. Attraverso l’interfaccia, il pubblico può esplorare le opere esposte, scoprirne i legami, le “trame” narrative che le collegano e approfondirne la storia con un’esperienza multimediale pensata per accompagnare la visita fisica delle sale. Una delle funzioni più originali del sistema riguarda la possibilità di costruire un percorso personale all’interno del museo: selezionando le opere preferite direttamente sul wall touch, il visitatore genera un QR code che gli permette di ritrovarle sul proprio smartphone, per continuare ad approfondirle con calma anche dopo aver lasciato le sale. Un modo per prolungare l’esperienza della visita oltre i confini fisici del museo, e per lasciare al pubblico la libertà di costruirsi un proprio itinerario tra le opere, invece di seguire un unico percorso prestabilito.
Dietro il progetto, ideato da Federica Zalabra direttrice del Museo Nazionale d’Abruzzo, c’è Frame Multimedia Solutions, azienda specializzata nella progettazione di sistemi multimediali per musei ed enti culturali fondata e coordinata da Marco Scuderi, che ha curato ogni fase dello sviluppo: dal branding alla progettazione UX/UI, fino alla realizzazione dell’applicazione principale, di una web app mobile e di un sistema gestionale back-office che consente allo staff del museo di aggiornare autonomamente i contenuti nel tempo, senza dover ricorrere ogni volta a un intervento esterno. Una scelta che guarda alla sostenibilità del progetto nel lungo periodo, in un settore, quello dei beni culturali, dove spesso gli allestimenti tecnologici rischiano di invecchiare rapidamente proprio per mancanza di strumenti di gestione autonoma. “Volevamo un sistema multimediale che fosse un mezzo di conoscenza delle nostre collezioni. Il nostro interesse si è focalizzato sul concetto di educare con divertimento, sul far entrare il visitatore nel museo attraverso le opere e i loro variegati aspetti. Abbiamo registrato grande interesse da parte dei visitatori , protagonisti di un’esperienza di apprendimento che li vede attivi e che permette di creare una visita al museo tagliata su misura per ciascuno“, ha dichiarato Zalabra. La scelta di puntare su uno strumento come Iride si inserisce in una visione più ampia dell’accessibilità museale che il MuNDA ha adottato per la sua riapertura. Il percorso di visita include infatti itinerari dedicati a persone cieche e ipovedenti, pensati per garantire un’esperienza sensoriale alternativa alla fruizione visiva delle opere, oltre a guide in linguaggio Easy to Read e in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), strumenti pensati per rendere la fruizione delle opere accessibile anche a chi ha disabilità cognitive o difficoltà di lettura. Una progettazione che tiene insieme più livelli di accessibilità (fisica, sensoriale, cognitiva) dentro un unico percorso museale coerente. In occasione della mostra temporanea La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo, il MUNDA ha coinvolto l’Ente Nazionale Sordi, prevedendo aspetti di accessibilità digitale, con la realizzazione di n. 3 video-guide dedicate all’opera e al percorso espositivo e la conduzione di n. 2 visite guidate specialistiche. Per Frame Multimedia Solutions, realtà specializzata in soluzioni multimediali interattive per la pubblica amministrazione e i beni culturali, il progetto IRIDE rappresenta un tassello importante di un percorso che negli anni ha portato l’azienda a lavorare su musei e istituzioni culturali in diverse regioni italiane, con un approccio che unisce design, tecnologia e attenzione ai contenuti. “La tecnologia, all’interno di un contesto culturale o museale, dà il meglio di sé quando amplia le possibilità di immersione e scoperta, invitando i visitatori a entrare più a fondo nella storia delle opere e del luogo che le custodisce. Con IRIDE, lavorando a stretto contatto con la direzione e lo staff del MuNDA, abbiamo cercato di creare non un semplice strumento digitale, ma un ambiente capace di rendere visibili le connessioni tra le opere, accompagnare la visita e lasciare a ogni persona la libertà e il piacere di scoprire, approfondire e costruire il proprio percorso. Oggi la tecnologia offre possibilità immense, ma per noi innovare significa capire quali di queste generino valore reale e contribuiscano davvero a valorizzare l’esperienza culturale”. Marco Scuderi, CEO di Frame Multimedia Solutions.
Il ritorno del MuNDA nella sua sede storica, dopo un’attesa durata quasi due decenni, è dunque anche l’occasione per riflettere su come i musei italiani stiano ripensando il proprio rapporto con il pubblico: non più solo luoghi di conservazione, ma spazi che integrano tecnologia e inclusione per allargare la platea di chi può vivere l’esperienza di un’opera d’arte. Un museo che torna a casa, verrebbe da dire, meritava strumenti all’altezza della sua storia e di quella della città che lo ospita.
@ RIPRODUZIONE RISERVATA
