
Il I maggio si pensi a come creare lavoro e rispettare i lavoratori
E’ la festa dei lavoratori. E’ la festa del lavoro. Sì quel diritto sancito dalla Costituzione Italiana, “fondamento della Repubblica” ha detto oggi il presidente Mattarella. “Fare lavoro” è la promessa del Presidente Draghi. E manifestazioni, concerti, post, dichiarazioni, interviste a ribadire che il lavoro è importante. Ovvio. Col lavoro vivi, ti curi meglio, ti diverti, dai da mangiare ai tuoi figli. Io aggiungerei un’altra frase “creare occasioni di lavoro”, molti oggi la stanno pronunciando ma, nei fatti, passato il primo maggio, si fa poco. Ma riflettiamoci su. Dove si trova lavoro oggi? Il posto statale, il posto fisso? Cose sempre più rare. E quindi cosa offre il mercato? Offre la possibilità di diventare lavoratore autonomo, ditta individuale, di fare una società. Queste sono le strade se si vuole agire nella legalità. Compito di chi governa, partendo proprio da quei concetti che oggi vengono rilanciati ovunque, sarebbe quello di “semplificare” , agevolare la creazione di piccole imprese, di cooperative, andare incontro al mondo delle “partite Iva”. E’ noto a tutti quanto sia difficile in Italia avviare una attività. Non basta pubblicizzare che con un click si apre una Partita Iva, bisognerebbe aggiungere che è solo il biglietto d’ingresso in una miriade di problematiche e tassazioni. Il Governo, se davvero crede che il lavoro sia importante, come dice, dovrebbe favorire chiunque volesse “crearsi da solo il lavoro” facendolo onestamente, non dimenticando che quella impresa che apre molto spesso parte da zero.
