Ad eccesione dell’allora vice capo della Protezione Civile condannato a 2 anni
La sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila sul processo nei confronti della Commissione Grandi Rischi ha ribaltato la condanna di primo grado. Tutti assolti perché il fatto non sussiste, ad eccezione dell’allora vice capo del Dipartimento della Protezione Civile Bernardo De Bernardinis, che si è visto ridurre la pena da 6 a 2 anni: i giudici lo hanno assolto per la morte di 16 persone e condannato per quella di altre 13.La Corte d’Appello de L’Aquila stravolge la sentenza di primo grado nei confronti dei membri della Commissione Grandi rischi che parteciparono alla riunione convocata dall’allora capo della Protezione Civile Guido Bertolaso a L’Aquila il 31 marzo del 2009, 5 giorni prima del sisma che provocò la morte di 309 persone, per fare il punto della situazione e valutare le misure da mettere in atto in considerazione dello sciame sismico che interessava da giorni la città. Un verdetto che gli aquilani e i familiari delle vittime presenti in aula accolgono con urla, singhiozzi e grida di rabbia: “vergogna. Mafiosi. Questo è uno stato che non fa giustizia ma che difende se stesso” .
<<Sono abituato da sempre a rispettare tutte le sentenze. Comprendo il dolore dei familiari delle vittime e attendo di leggere le motivazioni che hanno portato i giudici a questo pronunciamento>>. Lo ha detto il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso a proposito della sentenza di appello per il processo alla Commissione Grandi Rischi. <<Per il futuro – ha proseguito D’Alfonso – le istituzioni locali e centrali devono imparare a reagire con velocità e qualità davanti alle catastrofi, producendo informazioni e soprattutto capacità organizzativa crescente>>.
