Nelle contrade si sta lavorando da settimane per ideare e realizzare i fatidici “carri”. Purtroppo nei giorni scorsi l’operosità dei partecipanti è stata limitata dal brutto tempo e dalla pioggia torrenziale. Per fortuna il barometro volge al sereno e con le positive previsioni metereologiche è ritornato anche l’entusiasmo necessario a completare l’allestimento. Tutto è stato curato nei minimi dettagli, niente lasciato all’improvvisazione. “Sono davvero contento della partecipazione e del lavoro svolto con grande coinvolgimento, con il desiderio di realizzare un corteo degno del ruolo antico che riveste – ha sottolineato Bruno Pantaleone, responsabile della manifestazione e che da giorni segue e partecipa alla preparazione del Dono – abbiamo scelto di privilegiare la qualità e quindi l’originalità e la cura nelle varie rappresentazioni. Sono, come sempre, scene di vita contadina ed alcune sono davvero inedite”. Nessuna anticipazione da parte di Pantaleone che non vuole privare della sorpresa le decine di migliaia di persone che domani affolleranno le vie del centro. Solo qualche piccola concessione: i carri sono 45 e la sfilata sarà aperta da 25 donne vestite con gli antichi costumi con in testa le conche dai fiori variopinti.
Giornata intensa,dunque, quella di domani che vedrà alle 9.30 l’inizio della sfilata lungo corso Trento e Trieste fino a Piazza Plebiscito, alle 18.00 è prevista la proiezione del documentario realizzato da Enrico Giancristofaro “Una terra, due anime”, alle 18.30 la tradizionale vendita dei donativi, alle 19.00 lo spettacolo di sbandieratori e musici e alle 21.00 in Cattedrale la cerimonia del premio Madonna del Ponte.
La Festa, dunque, entra nel vivo e le giornate clou si fanno sempre più vicine mentre in città crescono vivacità e movimento. Da sottolineare le numerose iniziative organizzate dal direttore delle Feste Stefano Angelucci Marino e dal suo team. La città è protagonista dei vari eventi, (musicali, teatrali, per ragazzi) offrendo gli angoli e i luoghi più caratteristici e funzionali alle tante manifestazioni. C‘è solo l‘imbarazzo della scelta. Un programma articolato e originale che testimonia con i fatti che le Feste possono essere organizzate anche con un budget ridotto come quello con il quale si è trovato a dover fare i conti Stefano Angelucci. E quando i soldi mancano bisogna dare spazio alla fantasia, alla professionalità e alla competenza. Qualità che non mancano al direttore del Settembre Lancianese. “Certo non c’è il nome altisonante, il cantante da svariate decine di migliaia di euro, non potevamo permettercelo – ribadisce Angelucci Marino – ma siamo riusciti ad allestire un cartellone di qualità dando spazio a molte espressioni artistiche e soprattutto abbiamo cercato di utilizzare molti luoghi della città per allargare quel clima di festa che spesso si limitava alle zone del centro“.Intanto si continua a lavorare per completare le arcate dell’illuminazione di corso Trento e Trieste. “Credo che le luminarie saranno di grande effetto e quest’anno abbiamo anche aggiunto altri archi” conclude il direttore delle Feste.
