Le indagini coordinate a Lanciano dal Ten. Marta Compagnone, hanno consentito di accertare che le società erano di fatto residenti nel comprensorio lancianese, nonostante la sede legale fosse formalmente ubicata in uno Stato membro della U.E. (Germania).
Il meccanismo fraudolento utilizzato in entrambi i casi è identico. Le società erano state costituite in modo fittizio all’estero allo scopo di “dirottare” parte dei ricavi delle società operative italiane partecipate verso quei Paesi a fiscalità inferiore, in cui sarebbero stati sottoposti ad un’aliquota d’imposta ridotta rispetto a quella applicata in Italia.
Complessivamente è stato accertato che le società verificate, nel corso degli anni 2006 e 2007, non hanno dichiarato ricavi per un importo di circa 3 milioni di euro. Sono stati denunciati all’A.G. 5 soggetti per violazione dell’art. 5 del D. Lgs.vo 74/2000.
