Così ha commentato, al termine della terza edizione del trofeo Maio, il capitano dell’Avellino Angelo D’Angelo di fronte a tutto il pubblico presente sugli spalti del Biondi. Al termine della lunga sequenza dei calci di rigore necessari per assegnare il trofeo, dopo il tre a tre dei tempi regolamentari, la Presidentessa Valentina Maio ha chiamato a se i protagonisti e prima della premiazione ha ricordato l’importante finalità: aiutare Lorenzo a segnare il gol più importante per vincere la battaglia della vita. “Lorenzo facci un gol” è stato il leit motiv dell’incitamento della tifoseria rossonera per tutti i novanta minuti.
Virtus Lanciano Avellino è stata non solo una gara per contribuire alla causa del giovane calciatore ma anche un amichevole interessante per iniziare a definire il nuovo assetto della Virtus al cospetto di un avversario di pari livello. Partita dai due volti: primo tempo con schieramenti speculari e con la Virtus capace di colpire in modo micidiale in contropiede; secondo tempo con Avellino più coperto, difesa a cinque, e più ordinato a centrocampo con l’innesto degli esperti Togni e Schiavon, mentre la Virtus scala nel tempo i nuovi innesti perdendo di continuità nel gioco fino a subire la rimonta irpina. I ritmi non sono certo quelli del campionato ma gli assetti tattici si verificano subito. Speculari con tre difensori, linea mediana a cinque con gli esterni pronti a coprire o a spingere per le manovre offensive. Due punte in avanti. Speculari gli schieramenti e speculari alcune prestazione: Mammarella e Zito sono due facce della stessa medaglia. Entrambi padroni della rispettiva fascia sinistra, entrambi battitori liberi sui calci piazzati. Sinistri vellutati che faranno la loro parte nel prossimo campionato. Lo schieramento più efficace si rivela, nel primo tempo, quello rossonero. Non lascia mai spazi alla manovra avversaria mentre gli irpini si scoprono offrendo a Thiam prima e a Vastola dopo tutta la prateria necessaria per fare il coast to coast e servire la sfera al realizzatore di turno. Da un calcio piazzato di Zito si accende una mischia in area frentana ma la palla schizza appena fuori area sul piedi di Thiam che vede tutto il campo libero. L’attaccante parte contro due difensori avversari ma supportato da Piccolo a destra e quando tutti si aspettano l’appoggio al compagno ecco servire la sovrapposizione di Paghera che si ritrova solo davanti a Frattali. Preciso il rasoterra che porta in vantaggio i rossoneri. Azione fotocopia ma questa volta la ripartenza sulla fascia destra è di Vastola che serve alla perfezione l’inserimento di Thiam che batte di potenza e precisione l’incolpevole Frattali. L’Avellino nel frattempo non era stato a guardare anzi aveva esaltato Branescu in alcune uscite ed in uno spettacolare intervento a mandare in angolo un colpo di testa ravvicinato di Kone. Nella ripresa le cose cambiano perché mister Rastelli rivoluziona il proprio schieramento infoltendo la difesa e passando ad un centrocampo a tre con l’innesto anche dell’ex Comi sul fronte offensivo. Il tecnico frentano D’Aversa mantiene inizialmente lo stesso schieramento, inserendo solo Amenta per Ferrario , dopo la forzata sostituzione di Paghera poco dopo la rete segnata. Le sorti sembrano ancora favorevoli alla Virtus che trova il tris dopo pochi minuti. Piccolo lancia sulla destra Vastola che prova la battuta diretta, la sfera è fuori dalla portata di Frattali ma è preda dell’accorrente Thiam che deposita a porta sguarnita. A questo punto mister D’Aversa inizia la girandola dei cambi per dare spazio a tutti. Ci rimette però l’assetto tattico che perde il controllo del campo a spese degli esperti Togni e Schiavon. A riaprire i giochi è Comi, ex di turno, che incorna all’incrocio dei pali; più tardi ci pensa Schiavon su punizione a riavvicinare ancora gli irpini che pareggiano quasi allo scadere grazie ad un calcio di rigore trasformato ancora da Comi per atterramento in area di Togni. Poi la lunga sequenza dei rigori, tirano tutti portieri compresi, sino alla traversa finale di Conti che assegna all’Avellino il terzo trofeo Maio.
Angelo Lannutti.
Virtus Lanciano – Avellino 13 – 14
Dopo calci di rigore.
Tempi regolamentari 3 – 3
Virtus Lanciano
Branescu; Troest, Aquilanti, Ferrario(1’st Amenta); Conti, Vastola(38’stVerna), Paghera(35’pt Agazzi), Di Cecco(24’st Gatto), Mammarella(19’st Scrosta); Piccolo(7’st Turchi), Thiam(7’st Fioretti). A disp: Aridità, Casadei, Di Filippo, De Feo, Bei, Di Prisco. Allenatore: D’Aversa.
Avellino(1′ tempo)
Frattali; Ely, Fabbro, Pisacane; Regoli, D’Angelo, Arini, Kone, Zito; Castaldo, Arrighini.
Avellino (2’tempo)
Frattali( 15’st Balena); Petricciuolo, Bittante, Ely, Vergara, Visconti;Togni, Arini(28’st D’Attilio), Schiavon, Comi, Soumare(34’st Pozzebon). A disp: Evangelista.
Allenatore :Rastelli
Arbitro: Di Paolo di Avezzano
Marcatori:28’pt Paghera (VL), 42’pt Thiam(VL), 6’st Thiam(VL), 14’st Comi(A), 34’st Schiavon(A), 44’stComi(A) su calcio di rigore.
Calci di rigore: la prima serie finisce 4 a 4. Sbagliano Visconti(A) e Fioretti(VL). Ad oltranza segnano tutti, portieri compresi, alla ripresa dei tiri Petricciuolo segna mentre Conti prende la traversa.
Note. Serata bella. Terreno in ottime condizioni. Angoli 3 a 13. recupero pt 0′ st 3′
Incasso interamente devoluto a Lorenzo Costantini.
