– Di Luca Salini – Scrivere per trasmettere le reali sensazioni in certi frangenti è complicato e rischioso, soprattutto perché è facile cadere nella trappola della retorica. Celebrare il terzo anno dalla nascita di Vallata Oggi richiedeva l’invenzione di un cambiamento stilistico-editoriale, tale da determinare un mutamento di rotta: dalla quarta marcia bisognava passare all’ottava… L’ottava meraviglia… Ai posteri l’ardua sentenza. Ed ecco partorita la radicale trasformazione. L’idea di incrementare il numero di pagine del periodico aveva urgenza di tradursi in realtà con sollecitudine: il “volantino del supermercato” o il giornale per coloro dotati di vista perfetta perché “scritto troppo piccolo”, come definito anche simpaticamente da qualcuno, ora cede il passo ad un progetto rivisitato e risistemato nei numeri e nella sostanza, ma identico nei contenuti, da sempre basati su criteri di obiettività, imparzialità e trasparenza comunicativa. Un progetto ambizioso e pretenzioso che richiede senza dubbio maggiore impegno ed esborso economico. Ma in grado di dare al giornale un taglio aderente alla realtà di riferimento, un taglio direttamente proporzionale al desiderio di informazione degli abitanti della Vallata del Fino, un taglio giornalisticamente più completo, atteso che con otto pagine si possono coprire tutti i “buchi comunicativi” che magari in precedenza venivano rimproverati alla testata.
Ricordo ancora che quando partimmo nell’avventura, ai secoli natale 2010, eravamo, per dirla alla paesana, “io mammete e tu”, o meglio i soliti quattro gatti, spaesati e forse timorosi di intraprendere questo nuovo percorso: Luca Salini l’ideatore ed il fondatore, il direttore Gabriele Salini, Pierdomenico Di Dionisio, Giampietro Luciani, Danilo Crescia, Franco Scipione, Fiorentino Lobolo e Marco Paolone. A distanza di tre anni il ventaglio di collaboratori si è notevolmente allargato, il tutto con profondo orgoglio di chi scrive: nuove figure sono subentrate e hanno accolto l’invito, a volte anche pressante a mò di corteggiamento, di intraprendere l’avventura di scrittori per così dire “provetti”: già perché scrivere per loro rappresenta solo ed esclusivamente una passione, uno strumento per evadere dai continui e impellenti impegni quotidiani, un modo per staccare la spina dalle questioni lavorative e “affaccendarsi in tutt’altre faccende”, di sicuro più amene e rilassanti. Il parterre di collaboratori attuali, aggiuntisi a quelli storici, presenta volti nuovi prestati al giornalismo, rigorosamente di giovane età e sempre più motivati. Irma Di Giandomenico, Carin Modesti, Roberto D’Angelantonio, Rachele Lucci, Ottavia Crudeli, Rossano Buffalmano, Silvia Trignani, Vanessa Di Francesco rappresentano “conquiste” prestigiose e competenti. Quando contatto singolarmente i collaboratori per ricordare loro di scrivere in vista dell’imminente uscita, provo davvero sensazioni irripetibili e indescrivibili, a cui si unisce la consapevolezza di aver “creato una creatura” ora capace di camminare da sola e capace di aggregate tanti ragazzi del nostro territorio intorno ad un progetto editoriale. Il miracolo della cultura: a volte ci si lamenta della totale indifferenza dei giovani a tematiche impegnate e/o impegnative, dimenticando che gli esempi che arrivano dal mondo della comunicazione spesso sono, per usare un eufemismo, poco edificanti. A questa lacuna si potrebbe sopperire semplicemente stimolando, coinvolgendo, rendendo partecipi le nuove e “medie” generazioni. Vallata Oggi lo ha fatto sottoponendo ai collaboratori, ancora incerti se entrare nella squadra, un progetto valido, parlando con loro, prospettando loro la necessità di dare voce alla Vallata del Fino attraverso un modo di scrivere asciutto e attraverso“penne giovani e intraprendenti”. Oggi si raccolgono i risultati di cotanta semina, con prospettive lusinghiere. Avendo sempre a mente che “il bello deve ancora venire”.
