Grazie Papa Francesco. Grazie per il messaggio che oggi hai dato in occasione della giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali. Grazie per aver esortato coloro che “macinano” notizie ogni giorno ad uscire dalla spirale della cronaca nera, dai vincoli dell’audience e dei click esortandoli ad una comunicazione costruttiva. Condividiamo in pieno le tue parole, ricordando che il nostro giornale, nacque, nel 2002, con l’idea di comunicare solo belle notizie. Ed ancora oggi conserviamo nel nostro sito la sezione delle “belle news” e cerchiamo di mettere al primo posto il rispetto delle persone.
Credo ci sia bisogno di spezzare il circolo vizioso dell’angoscia e arginare la spirale della paura, frutto dell’abitudine a fissare l’attenzione sulle “cattive notizie” (guerre, terrorismo, scandali e ogni tipo di fallimento nelle vicende umane). Certo, non si tratta di promuovere una disinformazione in cui sarebbe ignorato il dramma della sofferenza, né di scadere in un ottimismo ingenuo che non si lascia toccare dallo scandalo del male. Vorrei, al contrario, che tutti cercassimo di oltrepassare quel sentimento di malumore e di rassegnazione che spesso ci afferra, gettandoci nell’apatia, ingenerando paure o l’impressione che al male non si possa porre limite. Del resto, in un sistema comunicativo dove vale la logica che una buona notizia non fa presa e dunque non è una notizia, e dove il dramma del dolore e il mistero del male vengono facilmente spettacolarizzati, si può essere tentati di anestetizzare la coscienza o di scivolare nella disperazione.
Vorrei dunque offrire un contributo alla ricerca di uno stile comunicativo aperto e creativo, che non sia mai disposto a concedere al male un ruolo da protagonista, ma cerchi di mettere in luce le possibili soluzioni, ispirando un approccio propositivo e responsabile nelle persone a cui si comunica la notizia. Vorrei invitare tutti a offrire agli uomini e alle donne del nostro tempo narrazioni contrassegnate dalla logica della “buona notizia”. (dal messaggio di Papa Francesco)
