
Intervento del capogruppo di Altino Bene Comune Cristinziano Scutti
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO da Altino Bene Comune, capogruppo Cristinziano Scutti.
Dopo solo 20 mesi dall’approvazione della progettazione della proposta di Finanza di progetto per l’ampliamento del cimitero comunale di Altino (Chieti) sembra prendere avvio la gara per la progettazione e successiva realizzazione delle opere. Le disponibilità nel cimitero non soddisfano da anni le esigenze del paese e con incomprensibile ritardo l’amministrazione comunale cerca di dare risposte con soluzioni impraticabili e che non prendono in considerazione le abitudini e esigenze dei cittadini.
Già nell’estate 2019 la minoranza aveva evidenziato importanti problematiche circa la possibilità di indire una procedura per l’affidamento. Criticità che riguardano l’impossibilità di operare gli espropri dei terreni, utili all’ampliamento, per mancanza di apposizione dei vincoli. È ormai diventato infinito il ritardo maturato per l’approvazione del piano regolatore (l’ultimo risale al 1997 e dal 2007 si lavora per aggiornarlo), con il quale si sarebbe potuto risolvere anche questo problema. Pensavamo che si stesse facendo qualcosa al riguardo, invece niente, nulla è stato fatto per risolvere le problematiche evidenziate, si è solo pensato a perdere ulteriore tempo. Indire una gara che obbliga le imprese all’esecuzione delle procedure espropriative, che di fatto non sono possibili, chiaramente: – disincentiverà la partecipazione delle stesse, con grave danno per i vantaggi economici che si potrebbero concretizzare mediante le offerte di diverse ditte; – concederà la possibilità concreta di ricorsi.
Il dimensionamento dell’ampliamento (30 posti per anno) prevede che tutti i defunti debbano trovare sistemazione nell’ampliamento stesso, poiché secondo quanto riportato nella documentazione: “ad Altino c’è l’usanza di non procedere alle estumulazioni rinnovando le concessioni”. Situazione certamente non vera e che comunque non corrisponde a quanto è doveroso fare nel rispetto del regolamento cimiteriale.
In definitiva con l’inizio dell’ampliamento non si potrà più operare estumulazioni o esumazioni per liberare posti; quindi in tutte le tombe a terra ed anche nelle cappelle e loculi, non sarà più possibile operare quella normale ciclicità che ad Altino, come in molti altri paesi, teneva “vicini” i nuclei familiari, ad esempio inserendo nelle vecchie tombe dei genitori anche i figli passati, dopo decenni, a miglior vita. Una incomprensibile decisione che provocherà la separazione di nuclei familiari e il progressivo decadimento della parte vecchia del cimitero, considerando che la concessione in gara avrà durata venti anni e che il futuro concessionario dovrà curare la manutenzione della sola parte nuova. Tutto questo per garantire all’impresa che si aggiudicherà la gara la possibilità di vendere 30 posti all’anno.
Questo dimensionamento ci sembra quanto mai esagerato. Considerando i dati disponibili, infatti, ad Altino negli ultimi 10 anni sono stati realizzati circa 120 posti, nonostante i morti sono stati circa 300. È chiaro che la normale e praticata ciclicità dei posti presenti nel cimitero fa diminuire molto la necessità di nuove costruzioni.
Gli ultimi 120 posti sono costati al Comune di Altino circa 200.000,00 €, quindi circa 1.600/1.700 € cad.; con le somme incassate dalle concessioni (mediamente 2.400 € cad.) è stato possibile provvedere oltre che alla costruzione dei loculi anche alla manutenzione del cimitero. Ora invece il costo minimo di un posto è previsto pari a € 2.700,00, e l’importo che sarà riconosciuta al Comune sarà pari all’1% (o quello che le ditte decideranno di offrire, se parteciperanno). Come si farà fronte alla manutenzione del cimitero vecchio?
Di tutto questo avremmo voluto parlare e confrontarci con la maggioranza e i cittadini che tireranno fuori dalle loro tasche i soldi per la realizzazione dell’ampliamento, ma in solitudine con poca informazione e nessun confronto, la maggioranza preferisce andare avanti sulla sua strada. Avevamo anche chiesto la revisione generale dello stato delle concessioni in modo da avere un quadro veramente chiaro circa il numero effettivo delle necessità dei posti, per garantire il comune, ma anche le imprese circa la buona riuscita dell’intervento. In questi mesi sono state fatte queste valutazioni?
