La proposta del consigliere regionale invece è di 29 piccoli collegi.
“L’allargamento della Giunta regionale attraverso la modifica dello Statuto e lo stravolgimento della legge elettorale non rappresentano in alcun modo un’emergenza o una necessità per i cittadini abruzzesi. È inaccettabile che il Consiglio debba perdere tempo dietro a manovre che servono solo a moltiplicare gli incarichi e a garantire la sopravvivenza dei gruppi di potere”. Lo dichiara il Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), Alessio Monaco, mettendo un punto fermo nel dibattito sulle riforme regionali e rilanciando la sfida della rappresentanza.
“Bisogna chiarire subito un punto fondamentale: una buona legge elettorale deve, innanzitutto, garantire la più alta partecipazione degli elettori e la più ampia possibilità di partecipazione dei candidati. Solo creando queste condizioni la democrazia è reale. Difendiamo l’attuale legge elettorale perché, finora, è quella che meglio ha garantito questo equilibrio, assicurando governabilità, parità di genere e una rappresentanza territoriale legata alle province. L’ipotesi di un collegio unico regionale, al contrario, allontanerebbe i cittadini dalle urne e renderebbe quasi impossibile la candidatura senza adeguate risorse economiche”.
“Se si vuole davvero cambiare, l’unica alternativa valida al collegio unico sono i piccoli collegi. La nostra proposta di 29 collegi fa riferimento a quello che era il sistema collaudato dell’elezione diretta del Presidente della Provincia e dei Consiglieri Provinciali. Riprendere quel modello significa dividere il numero totale degli elettori abruzzesi per i 29 consiglieri da eleggere, ottenendo piccoli collegi di circa 40.000 elettori ciascuno. È l’unico sistema che permette una partecipazione diffusa: ogni partito indica un proprio candidato del territorio e ogni cittadino può conoscere direttamente chi vota. In questo modo si abbattono i costi esorbitanti delle campagne elettorali, favorendo merito e competenza”
Per Monaco, tornare al modello dei piccoli collegi è lo strumento per ridare voce ai territori dopo anni di tagli alla democrazia:
Svuotamento delle Province: Il cittadino è stato espropriato del diritto di scegliere chi amministra il territorio provinciale.
Fallimento delle Politiche: Le leggi nazionali hanno reciso il legame tra eletto e territorio con collegi immensi e liste bloccate.
Soppressione delle Comunità Montane: Le aree interne sono rimaste senza un presidio di autogoverno.
“L’elezione regionale – conclude Monaco – resta l’ultimo baluardo di democrazia diretta. Difendiamo la legge attuale e, se riforma deve essere, che sia per tornare tra la gente con i 29 piccoli collegi. Basta riforme fatte per aggiungere poltrone: l’Abruzzo ha bisogno di partecipazione, non di burocrazia politica”.
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