“La proposta della Giunta amplia il consumo di suolo invece di contenerlo”
“2017-2026: nove anni di amministrazione, tre assessori succedutisi all’Urbanistica e con il PRG siamo ancora alle fasi preliminari. Oggi ci si trova nella fase di adempimento della legge regionale del 2023 che prevede il PTU. Se in questi nove anni fosse stato concluso il percorso avviato dalla giunta Cialente, oggi la città avrebbe già un nuovo Piano regolatore e molte delle questioni urbanistiche aperte avrebbero trovato soluzione”. Lo dichiarano i consiglieri comunali Paolo Romano, Stefania Pezzopane e Lorenzo Rotellini intervenendo sul disegno preliminare del Perimetro del Territorio Urbanizzato (PTU), uno dei primi passaggi previsti dal nuovo Piano Urbanistico Comunale introdotto dalla legge regionale 58 del 2023. “Manca meno di un anno alle elezioni e il prossimo anno di questi tempi saremo già in piena campagna elettorale: davvero si vuole ancora far credere che si farà il nuovo PRG? Il territorio non può essere utilizzato come merce di consenso. In questi nove anni abbiamo assistito alla nascita di nuovi centri commerciali, ma non a una vera pianificazione e programmazione strategica della città”, aggiungono i consiglieri. “Il PTU è soltanto uno strumento preliminare, la cui competenza appartiene al Consiglio comunale e non alla Giunta, che invece ha diffuso un cronoprogramma del tutto privo di fondamento, perché ancora non esiste una data di avvio del procedimento. Lo ribadiamo: il PTU dovrà prima passare in Consiglio comunale e solo successivamente essere sottoposto alla fase di pubblicazione, osservazioni e controdeduzioni, come prescrive il combinato disposto delle leggi 241 del 1990 e 267 del 2000. Sarà pertanto la prossima amministrazione a dover riprendere le fila di un adeguato progetto per il territorio”.
I consiglieri comunali Romano, Pezzopane e Rotellini hanno inoltre depositato una osservazione formale alla delibera di Giunta relativa al disegno preliminare del Perimetro del Territorio Urbanizzato, il PTU, contestando nel merito il lavoro pubblicato dal Comune e sostenendo che il provvedimento si discosti dall’impostazione della nuova legge urbanistica regionale, nata con l’obiettivo di limitare il consumo di suolo e favorire la rigenerazione urbana. Preliminarmente fanno osservare che la competenza sul PTU è del Consiglio comunale e non della Giunta e che quindi la proposta del Comune dovrà essere discussa prima nell’assemblea civica per poi essere sottoposta alla valutazione dei cittadini. Secondo i consiglieri, il PTU predisposto dall’amministrazione non rappresenta una vera ricognizione del territorio urbanizzato esistente, ma una sostanziale riproposizione delle vecchie previsioni del PRG, comprese vaste aree edificabili mai attuate dal 1979 a oggi. Il documento osserva che il perimetro pubblicato appare come una sommatoria indistinta delle previsioni urbanistiche vigenti, senza una chiara distinzione tra aree effettivamente urbanizzate, aree già edificate, aree sottoposte a piani attuativi e aree ancora prive di urbanizzazioni primarie.
Romano, Pezzopane e Rotellini sostengono inoltre che gli elaborati pubblicati dal Comune mischino superfici realmente urbanizzate e aree che derivano semplicemente da previsioni edificatorie rimaste sulla carta. Nelle osservazioni viene evidenziato come la stessa amministrazione disponesse già di dati urbanistici dettagliati contenuti negli studi preparatori del nuovo PRG approvati tra il 2015 e il 2017.
@ RIPRODUZIONE RISERVATA
