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Che notte brutta….che notte brutta massera ..notte de fatture, de malocchie..de streghe…de stregheeee…” E’ cosi che si entra in un borgo che diventa magico, dove mura medievali ed effetti scenici ci fanno rivivere una leggenda antica. E’ “La notte delle streghe…ru rite de re sette sporte” che richiama a Castel del Monte, in provincia dell’Aquila, turisti e curiosi da ogni parte. Una storia che ti viene raccontata tra vicoli e piazzette dagli abitanti del paese e in dialetto. In silenzio ed avvolti da un fascino senza tempo ci si avvia in un percorso di narrazione alla scoperta di streghe e di riti per sconfiggerle.
Mettere una scopa di saggina dietro la porta, cosi la strega, entrando, deve contare tutti i fili uno ad uno e se sbaglia ricominciare da capo, oppure un piatto di lenticchie, ed anche in questo caso la malefica deve contare tutti i chicchi. Le donne del borgo raccontano tutti i metodi per sconfiggere le streghe . E se una bimba veniva colpita da malattia e non si trovava un rimedio? Colpa delle streghe, che, complici le tenebre, entrate in casa, hanno fatto il maleficio alla piccola creatura.
Ed allora, bisognava portare la bimba, di notte, sotto sette sporti del paese, dei tunnel scavati nella roccia e mettere in atto una serie di azioni per liberare la piccola. Si mobilitano per questo i paesani che si affacciano dalle finestre, scendono dai vicoli, escono dalle cantine. E nel silenzio ecco le risate stridule delle streghe e le loro danze al suono di antichi strumenti. I panni della bimba bisognava portarli fuori dal paese, all’incrocio tra due strade, e batterli con bastoni sopra un pezzo di legno come per far venir fuori il male e sconfiggerlo. Una vecchia leggenda di cui parla Francesco Giuliani, il poeta pastore vissuto nella fine dell’800 e che continua ad essere riproposta grazie all’impegno del sindaco Luciano Mucciante e dell’associazione culturale “La notte delle streghe”, che vogliono portare avanti antiche tradizioni e far conoscere il bellissimo borgo. Ci si prepara al tramonto alla rievocazione ed arrivando al paese si resta anche sorpresi dalla grande affluenza di gente, di persone arrivate anche dall’estero, ma poi si comprende il perché. E’ una esperienza da vivere, che conquista il visitatore. Storia, leggenda, credenza popolare. E le streghe? Dove sono? Ovunque dicono loro stesse “svolazzando” su tetti e balconi “se vedete a passà na hatta nera, po’ esse na’ strega…se vidite a passà na cicciuette, po’ esse na strega….pure se vidite a vula’ na farfalla, po’ esse na strega….giriaaa.. giria….”
Gioia Salvatore

