Prima riunione in Prefettura presieduta da Marsilio
Si è riunita oggi pomeriggio in Prefettura la prima seduta della Cabina di Regia per la ricostruzione dei territori colpiti dal dissesto idrogeologico, presieduta dal Commissario straordinario Marco Marsilio, Presidente della Regione Abruzzo. Al tavolo erano presenti il Sindaco di Chieti Diego Ferrara, il Sindaco di Bucchianico Renzo Di Lizio e gli altri componenti previsti dalla normativa commissariale. Per l’Amministrazione di Chieti era presente anche il Presidente del Consiglio Comunale Luigi Febo, che segue con continuità il dossier. Un primo passaggio istituzionale atteso, che ha avviato formalmente la governance della ricostruzione disciplinata dal D.L. 116/2025 e dalla Legge 40/2025, dopo la dichiarazione dello stato di ricostruzione che ha affidato al Commissario il coordinamento degli interventi sui Comuni colpiti dai fenomeni franosi del 2023.
“Il Comune di Chieti ha portato al tavolo richieste precise e puntuali sulle prime tre ordinanze commissariali, chiedendo chiarimenti indispensabili per garantire equità e concreta operatività delle misure che sono il primo passo verso il piano di ricostruzione reso possibile dall’attività di studio, monitoraggio e intervento da noi messa in atto di anno in anno durante il mandato – riferiscono Ferrara e Febo – . La più delicata e urgente riguardava la platea dei beneficiari, soprattutto quelli non destinatari di ordinanza di sgombero perché hanno abbandonato le proprie abitazioni autonomamente, di fronte a condizioni di pericolo oggettivo e documentato. Si tratta di persone che hanno agito con buon senso e che non possono correre il rischio di ritrovarsi escluse dai contributi. Il Comune ha chiesto con forza che vengano riconosciuti e tutelati al pari di chi ha ricevuto un’ordinanza formale e così, verificate le condizioni, accadrà. L’altra questione centrale riguardava il valore dei contributi per il ripristino degli immobili. Per le prime e le seconde case, gli atti commissariali prevedono una copertura inferiore al valore pieno dell’immobile, come stabilisce la normativa nazionale. Il Comune ha chiesto la copertura integrale al 100%, ritenendo che i cittadini già colpiti dal dissesto non debbano sopportare anche una perdita economica residua, in particolare per chi si trova in zona rossa o in aree a pericolosità elevata, dove la ricostruzione è condizionata o delocalizzata. Anche altre questioni sono state al centro dei lavori, come la continuità del Piano degli Interventi Urgenti, che con la scadenza dello stato di emergenza nell’agosto 2025 risulta di fatto congelato, senza un meccanismo che consenta di completare o integrare gli interventi già avviati, come nel caso del complesso “Spes et Fides”. Il Comune ha chiesto che venga definita una disciplina transitoria che non lasci blocchi nel mezzo di cantieri e procedure già in corso, ricevendo l’impegno della struttura commissariale a operare in tal senso. Così come sulle risorse finanziarie assegnate al Comune durante la fase emergenziale e relative al potenziamento del personale tecnico-amministrativo, al fine di gestire istruttorie, demolizioni, rendicontazioni e assistenza alla popolazione ancora coinvolta in tempi sostenibili. Sul fronte dei traslochi e del deposito dei beni mobili, abbiamo segnalato che le misure previste non sono ancora operative nei criteri e nelle procedure, creando un ostacolo concreto all’esecuzione delle demolizioni urgenti e alla tutela delle famiglie interessate, ponendo le basi di una trattazione ad hoc attraverso una nuova ordinanza. Le ordinanze sono state approvate, attraverso la manifestazione di intesa di tutti i soggetti coinvolti, in modo che si possa aprire a seguito di tali provvedimenti, le manifestazioni di interesse che riguardano la cittadinanza”.
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