La Virtus Lanciano batte l’Alessandria per 1 a 0.
La squadra frentana battezza con una vittoria l’inizio della terza stagione consecutiva nella serie cadetta sfatando il tabù Coppa Italia e regalando alla città la sfida casalinga ad eliminazione diretta con il pluriscudettato Genoa. La squadra Ligure, designata dal calendario quale avversaria della vincente della gara andata ad appannaggio dei rossoneri, dovrà scendere al Biondi perché a Marassi sarà di scena la Sampdoria. La vittoria rossonera quindi, al di là dei positivi segnali denotati e del mero significato tecnico, regala un altra serata memorabile al pubblico frentano: un inedito quanto inaspettato Virtus Lanciano Genoa ad eliminazione diretta sul terreno amico. Passate le stagioni di Gautieri prima e di Baroni dopo l’inizio dell’era D’Aversa non poteva aver miglior battesimo che il superamento del turno con una prova convincente per tenuta atletica, spirito di gruppo, rapidità di manovra. Certo non sono mancate alcune indecisioni e qualche sbavatura su cui lavorare, ma la squadra ha fondamentalmente convinto. Naturalmente, nell’ottica di un campionato lungo ed impegnativo quale quello di serie B, sarà necessario ampliare l’organico per garantire il dovuto turn over per gli impegni ravvicinati e gli inevitabili infortuni e squalifiche. Innesti necessari nel reparto di centrocampo dopo le partenze di Minotti Buchel e Casarini. L’arrivo del solo Agazzi potrebbe non essere sufficiente. Altro innesto necessario è sicuramente quelo di un ariete da area di rigore. La gran mole di gioco produce molte palle che attraversano lo specchio della porta senza trovare il rapace capace di castigare senza tentennamenti la difesa avversaria. Mister D’Aversa ha schierato quattro difensori davanti al nuovo portiere Nicolas Andrade, cioè Aquilanti Troest Ferrario e capitan Mammarella, in mediana Vastola Paghera e Di Cecco, tirdente offensivo con Piccolo a destra, Thiam centrale e Gatto a sinistra. Schieramento subito votato all’attacco non ostante il tre cinque due dell’Alessandria con i due esterni di centrocampo votati al raddoppio sulle ali frentane. Nel primo tempo la Virtus affonda spesso sulla destra dove funziona bene l’intesa Piccolo Aquilanti. Proprio quest’ultimo èil primo a sfiorare la marcatura con un gran destro a fil di palo dopo una leggera deviazione di un difensore. Sempre dalla destra Piccolo trova l’accorrente Gatto che al momento di deviare in rete viene visibilmente strattonato senza che il direttore di gara, Merchiorii di Ferrara di infausta memoria Modenese, ritenesse di intervenire. Si fanno vedere anche gli ospiti ma solo con conclusioni dalla distanza tra le quali spicca quella di Guazzo che sfiora l’incrocio dei pali alla sinistra di Nicolas proteso in volo. La Virtus comunque tiene il predominio del gioco ed inizia a velocizzare la manovra: Mammarella dalla sinistra trova Vastola sul lato opposto che di testa rimette al centro dove Troest incorna di prepotenza ma Nordi con un colpo di reni respinge proprio sulla linea; Di Cecco imbecca Piccolo in area sulla destra ma la conclusione dell’ala pur essendo centrale e non troppo forte chiama Nordi alla presa a terra in due tempi. Poi è Vastola ad involarsi sulla destra ma in area si allunga troppo la sfera consentendo alla difesa di liberare. Inizia a farsi vedere anche Gatto che guadagna il fondo sulla sinistra e rimette in mezzo una palla che attraversa tutto,lo specchio della porta senza trovare la deviazione vincente. Ci pensa Thiam a risolvere il problema del gol. Non ostante il gran lavoro svolto nel difendere ogni palla e consentire l’impostazione della manovra offensiva l’attaccante recupera sulla tre quarti e ruba palla al tentativo di impostazione degli avversari. Thiam avanza sino al limite dell’area e, grazie anche al movimento di Gatto, si accentra e con un destro a giro manda la sfera in fondo al sacco sul secondo palo con Nordi che non riesce neanche ad abbozzar il tentativo di parata. Il tempo si chiude con un tiro di Piccolo ribattuto in area da un difensore probabilmente con un braccio ma per Merchiori e collaboratori è tutto regolare. Nella ripresa la foga degli avversari si confina nei primi minuti e si concretizza solo con un tiro dalla distanza di Scotto non lontano dal palo. Poi inizia lo show di Gatto: gran girata a volo su assist da destra di Troest che esalta il riflesso di Nordi che vola a respingere; affondo perentorio sulla sinistra e preciso assist per Di Cecco anticipato di un soffio al momento della deviazione; due rientri vincenti in copertura e poi gran ripartenza per servire Thiam solo davanti a Nordi. L’attaccante vede arrivare Piccolo sulla destra e tenta di mandarlo in rete a porta vuota ma tanto prodigioso quanto casuale è il piede di Terigi che rischiando l’autorete riesce a mandare la sfera dalle parti dello sbilanciato Nordi. La Virtus costruisce ma non riesce a concretizzare il raddoppio anche perché il solito Nordi manda in angolo anche una velenosa conclusione di capitan Mammarella. Leggera sofferenza nel finale: un incauta e non necessaria uscita di Nicolas fuori area crea apprensione ma sopratutto mette agitato l’estremo difensore che sbaglia anche un rinvio concedendo qualche speranza agli Alessandrini che comunque non riusciranno ad impensierire più di tanto i rossoneri. Si finisce tra gli applausi e con l’appuntamento a breve con un altra serata storica: Virtus Lanciano Genoa.
Angelo Lannutti.
