Alla scoperta di bellezze e sapori.
In un pomeriggio estivo dal tempo incerto andare alla scoperta dei centri storici è una ottima alternativa alla spiaggia. C’e’ sempre qualcosa da imparare ed alle prime gocce di pioggia ci si rifugia sotto un porticato, in una chiesa o nei bar dove troviamo gli anziani di sempre impegnati nel commento dei fatti del giorno. L’itinerario mi porta a Castel Frentano in provincia di Chieti. Mi colpisce subito la villa comunale, all’entrata del paese. Un’oasi di verde e di pace. Caratterizzata da una lunga scalinata con in cima il monumento ai caduti. La passeggiata lungo il Corso principale non puo’ mancare, e mi soffermo ad ammirare l’opera in legno “l’Uomo di Leonardo” dello scultore e scenografo Mario Ceroli, nato proprio a Castel Frentano. All’ottima aria, alla tranquillita’ della Villa Comunale ed alla bellezza del panorama dominato dalla Maiella, da non trascurare l’aspetto culinario. Questa è la patria del famoso “bocconotto” , dolce tipico e, diciamolo pure, inimitabile. Il Bocconotto castellino, che sembra avere una tradizione secolare, è motivo di richiamo turistico. L’ora di cena arriva con i suoi languorini. Mi appresto a lasciare “i castellini” e proprio nella direzione che mi porta a Lanciano mi colpisce il nome di un ristorante. osteria “Il guazzetto”. Pensato, fatto! Dopo due minuti ero già seduta e “coccolata” dal personale e dal titolare, Attilio Tieri. Cosa propone la casa? Ovviamente pesce. “Ma a modo mio” tiene a precisare Attilio. Lo lascio fare, e mi preparo a gustare le specialita’. Cucina a vista, con la possibilita’ di seguire la maestria del cuoco. Fantasia di antipasti, ed un primo particolarissimo “raffiche Incanto”.
Conquistata dal profumo del tartufo, dal sapore degli scampi ed incuriosita dagli altri ingredienti mi sono fatta illustrare la ricetta. “Semplicissima” a sentire Attilio. Ho scoperto che c’era anche del gorgonzola. Insomma un insieme davvero ottimo “incantevole”. Che dire della frittura di paranza? O della spigola dal sapore delicato? A sorpresa arrivano anche gli scampi flambè! Che dire, la passeggiata di un pomeriggio dai toni indefiniti per il tempo incerto, si e’ conclusa nel migliore dei modi. Il saluto ad Attilio ed ai suoi collaboratori non può che essere un “arrivederci!”.
Gioia Salvatore
