Sono bastati dieci minuti per far terminare una partita iniziata nel migliore dei modi. Bella cornice di pubblico, tifoserie colorate, ritmi subito veloci, ma al decimo minuto un contatto in area lancianese tra Ragusa e Minotti, spalla contro spalla, viene visto dall’arbitro Cervellera come fallo da rigore. Maniero segna e la partita è praticamente terminata. I giocatori del Pescara fanno valere tutta la loro esperienza nello spezzettare il gioco, guadagnando secondi e minuti preziosi. Assecondati anche dall’arbitro che non fa rispettare le distanze di gioco sui calci di punizione, che non concede un clamoroso vantaggio a Turchi in ripartenza per ammonire Capuano. Diceva l’allenatore di una storica Inter dei tempi migliori, Helenio Herrera, che l’arbitro che ti fa perdere è quello che ti da una serie di inutili punizioni a centrocampo però ti da il rigore contro! La storia si ripete. Che la Virtus Lanciano non sia da considerare come una delle”migliori famiglie” cui può capitare qualcosa di storto ma sia una “famiglia emergente” che deve tornare più in basso di dove è riuscita ad arrivare è stato da me sentenziato pubblicamente già da qualche settimana. Mettiamo però da parte sentimenti e torniamo alla razionalità del calcio che in ultima analisi ne rappresenta la parte peggiore. Il Pescara ha trovato, da qualche settimana , la quadratura del cerchio. Assetto tattico con centrocampo infoltito ed attacco a tre con l’inserimento di uomini più veloci. Scelte di Marino o obblighi di infortuni sta di fatto che la serie positiva continua. Il tecnico si affida ancora a Belardi tra i pali con Zauri Schiavi e Capuano in linea difensiva. Balzano a destra e Rossi a sinistra sono gli esterni di centrocampo pronti ad abbassarsi per coprire la difesa mentre Zuparic e Brugman completano la linea mediana. Politano a destra e Ragusa a sinistra supportano il centrale Maniero in attacco. La Virtus Lanciano, già priva dello squalificato Mammarella e dell’infortunato Thiam, porta Piccolo in panchina e lascia in tribuna Amenta per infortunio. Pertanto davanti a Sepe è Aquilanti ad affiancare Troest come centrale mentre gli esterni sono da Col e Germano. In mediana Minotti è affiancato da Casarini e Buchel mentre in avanti viene preferito Plasmati come boa centrale con Di Cecco e Gatto esterni. Il tutto sotto gli occhi di Gigi Di Biagio tecnico della nazionale under 21, presente in tribuna al Biondi. Assetti tattici non speculari ma che non sono riusciti a determinare una supremazia da parte di una delle due contendenti. Il Pescara ha fatto un tiro in porta: il rigore ed ha creato scompiglio su un angolo ad inizio ripresa, la Virtus Lanciano ha fatto un tiro respinto da Belardi con Piccolo nella ripresa ed in altre occasioni ha tirato senza inquadrare la porta. Poche occasioni poco spettacolo ma l’inizio era stato promettente. Già al primo minuto Casarini creava scompiglio guadagnando una punizione da fuori area: schema per la testa di Plasmati che veniva anticipato. Ancora una punizione dal limite con schema a liberare Di Cecco il cui tiro veniva respinto da Capuano. Nel frattempo Maniero beccava un giallo per gomitata su Buchel. Al decimo Ragusa penetra in area sulla sinistra ed entra in contatto con Minotti, i due si toccano spalla a spalla e Ragusa finisce a terra con Cervellera che indica il dischetto e ammonisce capitan Di Cecco per le proteste. Maniero segna e come già detto la gara finisce. La Virtus prende il predominio da subito: Buchel lancia Di Cecco che viene anticipato dal braccio di Rossi proprio al limite. Punizione e giallo per il difensore ma Di Cecco andava in porta ed il rosso sarebbe stato più adeguato. Batte Plasmati oltre la traversa. Ancora una punizione dai 25 metri per i colori rossoneri , ci prova Aquilanti sulla cui battuta si accende una mischia improduttiva. Ancora una punizione alla mezz’ora. Tante le punizioni fischiate contro un falloso Pescara ma ogni volta i biancazzurri riuscivano a ritardare la battuta mettendosi sul pallone sotto gli occhi dell’arbitro. Comunque batte Casarini e Belardi esce di pugno, raccoglie Buchel che serve Di Cecco anticipato ancora da Belardi in uscita. La ripresa inizia con l’innesto di Piccolo al posto di Minotti con Di Cecco che arretra a centrocampo. C’è subito un colpo di testa di Plasmati che non inquadra la porta mentre sull’altro fronte c’è la sola azione ospite degna dio nota di tutta la ripresa. Su angolo Capuano tocca verso la porta ma Sepe recupera facilmente la sfera. Poi sale ulteriormente in cattedra Buchel che prova a tirare da fuori e a penetrare in area con sombrero e serpentina ma guadagna solo l’angolo. Baroni manda in campo Turchi per Gatto e poi toglie anche il difensore Germano per l’altra punta Falcinelli. L’occasione migliore è a metà ripresa: Di Cecco scambia con Plasmati e va la tiro ribattuto da un difensore, la sfera arriva a Piccolo che spara proprio addosso ai pugni di Belardi che respinge. Il Pescara allenta l’assedio ma si offre al contropiede con Capuano che abbatte Plasmati: Turchi subentra a parte verso la porta avversaria ma pronto il fischio di Cervellera a sanzionare la punizione prima della metà campo e ad ammonire Capuano. Vengono concessi sei minuti di recupero che diventano sette per l’espulsione di Marino ed il nuovo cambio di Cutolo per Politano. Si perde ancora tempo e non succede più nulla. Alla fine dagli spalti il coro è : “ Ladri… Ladri…. Ladri…. “ Il Pescara prende i tre punti e si avvicina in classifica ai rossoneri che, è vero, non riescono a tirare tanto in porta e non riescono tanto a sfruttare più le palle da fermo, ma il Palermo, la settimana scorsa ha fatto un tiro in porta su calcio d’angolo, ed il Pescara, oggi, ha fatto un tiro cioè il rigore. Qualcosa non torna e ritorniamo quindi fuori dalla razionalità facendoci prendere dalla passione e dal sentimento. Fanno cosi anche i tesserati della Virtus Lanciano che non partecipano alla conferenza stampa per evitare di dover parlare dell’ennesimo torto arbitrale subito. Andiamo avanti, il campionato è ancora lungo e bisogna darsi tanto da fare. Nel frattempo rimaniamo sempre in attesa di una direzione arbitrale non determinante ai fini del risultato e con la curiosità di vedere se in questo campionato verrà sanzionato un calcio di rigore a favore della Virtus Lanciano. Angelo Lannutti.
IL TABELLINO
VIRTUS LANCIANO DELFINO PESCARA 0 – 1
Virtus Lanciano
Sepe; De Col, Aquilanti, Troest, Germano(33’st Falcinelli); Casarini, Minotti(1’st Piccolo), Buchel; Di Cecco, Plasmati, gatto(15’st Turchi). A disp: aridità, Vastola, Paghera, Nicolao, Scrosta, Ferrario. Allenatore Baroni.
Delfino Pescara
Belardi; Zauri, Schiavi, Capuano; Balzano, Zuparic, Brugman, Rossi; Politano(45’st Cutolo), Maniero(31’st Mascara), Ragusa. A disp: Pigliacelli, Frascatore, Piscitella, Bocchetti, Kabashi, Sforzini, Selasi. Allenatore Marino
Arbitro: Cervellera di Taranto
Assistenti: Fiorito di Salerno e Peretti di Verona; IV uomo Pezzuto di Lecce
Marcatore: 10’ pt Maniero (DP) su calcio di rigore
Note. Giornata fredda. Terreno leggermente allentato. Ammoniti: Maniero(DP), Di Cecco(VL), Rossi (DP), Casarini (VL), Buchel(VL), Capuano(DP), Piccolo (VL). Espulso Marino allenatore DP al 45’st. Angoli 5 a 3 Recupero pt 2’ st 7’. Spettatori paganti 2880, abbonati 1794. Presente in tribuna Luigi Di Biagio selezionatore della nazionale Italiana under 21.
