“Il presidente Enrico Di Giuseppantonio e la sua maggioranza vantano di aver rimesso a posto i conti dell’ente e ridotto, a loro dire, quelle superflue? Probabilmente sì ma esclusivamente sul piano contabile. Quale costo ha sinora pagato il territorio amministrato? Il centro – destra a guida Udc, ancora maggioranza in provincia di Chieti, ha contezza di quale percezione c’è tra la gente della loro esistenza? Sono consapevoli se, il potenziale consenso elettorale, è ancora maggioritario tra i cittadini?” E’ quanto scrive in un comunicato stampa il consigliere Pd, D’Amico ” A noi pare in caduta libera non solo perché il vento va decisamente cambiando ma, soprattutto, in quanto dopo quasi 4 anni di loro amministrazione il territorio è sempre più abbandonato al proprio destino, l’iniziativa politica troppo rinunciataria ed inesistente, il ruolo di sintesi e coordinamento nelle politiche di sviluppo assolutamente insufficiente e delegata a terzi, assoluta incapacità nello spendere le risorse disponibili per gli investimenti ancora consistenti e frutto della buona eredità loro lasciata dal centro – sinistra. Tutto questo quando ancora, fortunosamente, l’inverno non ancora fa sentire i propri rigidi rigori con strade che potrebbero risultare intransitabili non per le copiose nevicate potrebbero arrivare ma per l’ancora cocente delusione delle tante imprese che non ancora vengono pagate per il lavoro svolto nel Febbraio scorso nonostante la decurtazione del 10% sulle loro spettanze e potrebbero rinunciare a lavorare in condizioni difficile e per numerose ore continuative. Amministrare è una cosa complessa, dura e difficile che richiede costanza, impegno, sacrificio e dedizione quotidiana.” D’Amico parla anche del ruolo che ha come opposizione “Continueremo ancora a porre problemi e suggerire soluzioni nella responsabile azione di una costruttiva opposizione di merito. Per il bene della gente e del territorio sarebbe utile ci dessero ascolto ed adoperassero quanto temporalmente loro rimane per fare qualcosa di concreto piuttosto che pensare all’approdo verso altri lidi istituzionali.”
