di Catia Napoleone
I fuochi e i falò che si accendono a Marzo in molte località italiane hanno l’onere di distruggere ciò che angoscia l’individuo e la comunità, ma soprattutto hanno la responsabilità di ricordare alle nostre coscienze intorpidite che la natura si sveglia. Il fuoco che distrugge nasconde la sua magia per renderla manifesta nei vari riti. Esso si trasforma e diventa Sole di Primavera. [one_third]
Ed il gioco è fatto.
Ecco che di colpo illumina i colori di un pescheto che, con prepotenza, si impone come scenario ai nostri occhi e con la sua semplicità ci paralizza mentre viaggiamo assorti nei nostri pensieri. Il pensiero corre a quei padri che raccontavano davanti ad un focolare le storie dei tanti fuochi che dal mese di Marzo iniziavano a creare squarci di luce nelle notti ancora tanto fredde, nelle stagioni faticose e povere. La festa dei fuochi di S. Giuseppe a Sulmona ( e non solo ) è tra i tanti “riti” che celebrano il cambio di stagione.
Secondo la tradizione, questo rito serviva a scacciare dai campi gli spiriti maligni dell’inverno e sperare nei buoni auspici della primavera. Più saggi di noi i nostri padri coglievano il significato del ciclo delle stagioni e sapevano che dopo un terribile inverno sarebbe arrivata la primavera. Sapevano respirare. Sapevano guardare. Non c’era lo spread a preoccuparli ma c’era tanta povertà e l’inverno era troppo lungo per il poco raccolto messo da parte.
I nostri padri attribuivano alla Natura che resuscita un valore sacro come sacre erano le stelle e la Luna che in qualche modo influenzavano gli eventi legati alla semina e di conseguenza al raccolto. La luna di Marzo poi era speciale e “ne comandava sette”.
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Ed i più anziani sapevano quando era il momento giusto per seminare o per irrigare i campi e lo facevano con una assoluta precisione. Loro sapevano.Anche noi viviamo di cicli e chissà che la luna non ci governi davvero. Sarebbe bello pensare ad una Luna Nuova capace di istillare in noi una consapevolezza arcaica che il cattivo uso del tempo ci ha fatto dimenticare: siamo Vita. E lo siamo di più se siamo insieme.
Insieme è più facile accendere un fuoco e bruciare ciò che divide per poi attendere che il buio ed il silenzio diano spazio al cinguettare di un uccellino riscaldato da un sole timido ma importante.
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