
La situazione del Ciapi di Chieti continua ad essere argomento di dibattito politico. Nei giorni scorsi la Giunta ha approvato il progetto di legge regionale per l’estinzione della fondazione Ciapi da trasmettere in Consiglio per l’approvazione ed ha espresso parere favorevole all’immediato scioglimento dell’associazione Ciapi Abruzzo Formazione, al fine di evitare ulteriori ricadute economiche e finanziarie negative per la Regione. Oggi se ne è parlato in consiglio regionale. Il consigliere di Abruzzo in Comune Sandro Mariani ha parlato di un centro destra “che ha tre maggioranze quando va bene” ed ha attaccato l’assessore Mauro Febbo che ““che da consigliere nella passata legislatura aveva spesso affermato di avere la soluzione”. Ma la soluzione per il Ciapi lo stesso assessore dice di averla.
“Il consigliere regionale Mariani dimostra di essere distratto e poco attento riguardo alla mia chiara posizione assunta e registrata in conferenza capigruppo rispetto alla vertenza legata al Ciapi ben conoscendo le reali responsabilità della sua ex maggioranza”. Questa la risposta dell’assessore regionale Mauro Febbo che ribadisce quanto segue: “il sottoscritto, come già annunciato, sottoporrà all’attenzione del Presidente Marsilio e della Giunta una proposta diversa da quella assunta per cercare di definire le problematiche finanziarie legate al Ciapi. Ricordo a Mariani come ad avviare il declino del Ciapi è stata la precedente amministrazione di Luciano D’Alfonso, che ha revocato l’accreditamento nel marzo 2018, gli ha negato la personalità giuridica e non ha nominato amministratore o legale rappresentante per ben 5 anni, quindi non approvando i relativi bilanci: grave mancanze che ne hanno segnato il destino. Pertanto in Giunta affronterò l’argomento al fine di arrivare ad una soluzione diversa, anche perché occorre anche il parere favorevole delle provincie di Chieti e Pescara. Infine – conclude Febbo – il consigliere Mariani può stare tranquillo in quanto oggi in Regione esiste una maggioranza solida a differenza di quella precedente e dove, soprattutto, esiste la possibilità di assumere posizioni anche diverse e discuterne apertamente, cosa vietata nella precedente amministrazione con i risultati che tutti gli abruzzesi conoscono”.
