Il sogno della serie B è durato solo un anno.
L’ultima speranza si è spenta tra i mugugni dell’Adriatico e le notizie nefaste provenienti dalla Calabria. Il Pescara saluta la Serie B al termine di una stagione travagliata, segnata da troppi errori e una continuità mai trovata. Nonostante il cuore messo in campo nell’ultima giornata, il verdetto è inappellabile: retrocessione. Il Pescara pareggia 1-1 con lo Spezia e retrocede in serie C. Non sono state poche le contestazioni sia durante che dopo la partita. Fumogeni e petardi lanciati al 91′ all’esterno dello stadio. La tifoseria si è fatta sentire, cori della curva nord contro il presidente del Pescara Daniele Sebastiani e fischi per Lorenzo Insigne, ‘reo’, secondo la tifoseria, di non aver tirato un rigore decisivo la scorsa settimana nella gara salvezza contro il Padova. E intanto il presidente Daniele Sebastiani, come riportato dall’Agenzia Ansa, torna a ventilare la possibile cessione della società. “La contestazione ci sta perché comunque sei retrocesso, ma secondo me va fatta in modo civile perché non può essere che se uno perde una partita la reazione è questa. Non so se avrò voglia e forza di continuare a guidare questa società. Se c’è qualcuno che con serietà vuole prendere il mio posto si faccia avanti”.
Il match contro lo Spezia — anch’esso già condannato al medesimo destino — aveva il sapore di un’ultima chiamata, almeno per centrare lo spiraglio dei play-out. Gli adriatici ci hanno provato, hanno lottato su ogni pallone, ma non sono riusciti ad andare oltre un pareggio che, alla luce degli altri risultati, serve solo a rendere più amara la pillola. I liguri, d’altro canto, hanno onorato l’impegno nonostante la retrocessione già certa, chiudendo gli spazi e impedendo agli uomini di casa di trovare il guizzo vincente che avrebbe potuto, quantomeno, tenere accesa la fiammella della speranza.
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