
Cerimonia di consegna da parte del prefetto di Chieti Gaetano Cupello alla presenza delle autorità
La cerimonia è iniziata con l’Inno Nazionale eseguito dalla Associazione Nazionale dei Bersaglieri
ed è proseguita, dopo una breve sosta presso il Monumento ai Caduti per la deposizione di una
corona di alloro e la lettura dei nomi delle vittime da parte del Sindaco, con un corteo presso le
strade cittadine, preceduto dalla fanfara che ha raggiunto il Salone comunale, presenti, tra gli altri, il
Vescovo di Lanciano-Ortona, Mons. Emidio Cipollone, i vertici e i rappresentanti delle Forze
dell’ordine, dell’Esercito, della Capitaneria di Porto, dei Vigili del Fuoco, nonchè Sindaci e
Commissario Straordinario dei Comuni limitrofi.
In apertura di cerimonia, il Sindaco Catia Benarrivato ha ringraziato tutte le Autorità, civili e
militari intervenute, ricordando le tristi circostanze e i dolorosi episodi avvenuti ad Arielli durante
la seconda guerra mondiale che hanno condotto al riconoscimento conseguito.
Il Prefetto Gaetano Cupello, dopo un breve intervento, in cui ha sottolineato il valore simbolico
della testimonianza e del sacrificio della comunità di Arielli, come monito contro tutte le guerre, e
dopo l’indirizzo di saluto del Vescovo Mons. Cipollone, ha apposto la Medaglia d’Oro al Merito
Civile sul Gonfalone del Comune di Arielli. La cerimonia si è, dunque, conclusa con l’ascolto dell’Inno Nazionale.

il Prefetto di Chieti, Gaetano Cupello, ha consegnato al Sindaco del Comune di Arielli, Catia Benarrivato, la Medaglia d’Oro al Merito Civile conferita dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con Decreto del 13 settembre 2024. La ricompensa, come si legge nel brevetto rilasciato dal Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in data 16 settembre 2024, è stata attribuita con la seguente motivazione : “Durante il secondo conflitto mondiale fu teatro di feroci scontri tra le forze tedesche e le truppe alleate che tentavano di liberare il territorio. Frequenti furono le incursioni aeree e i bombardamenti che distrussero gran parte dell’ abitato della piccola cittadina e causarono numerose vittime. In questo scenario di distruzione e morte, che si protrasse per lunghi mesi, si consumò l’ eccidio di un intera famiglia composta da dodici persone che , rifugiatasi in una masseria fu condotta da una pattuglia tedesca in una grotta ove fu sterminata con colpi di mitra e lancio di bombe all’interno. In tali drammatiche circostanze 1a popolazione di Arielli ha resistito con fiero impegno ai soprusi ed alle violenze, evidenziando un altissimo spirito di solidarietà umana. Mirabile esempio di spirito di sacrificio e amor patrio.
