
Il manager fa chiarezza in una conferenza stampa e parla delle scelte aziendali
Si è tenuta oggi a Sant’Omero una conferenza stampa sulla situazione attuale e sulle prospettive
future dell’ospedale “Val Vibrata”. Una conferenza stampa utile per fare chiarezza sulle voci di un
ipotetico declassamento dell’ospedale con relativo taglio di servizi all’utenza.
“Siamo qui oggi per rimarcare le nostre scelte aziendali in modo da non lasciar dubbi su quali sono i
nostri programmi sanitari in linea con gli indirizzi regionali in un presidio strategico come quello di
Sant’Omero. Si tratta di un modello che definirei integrato in cui tutti e quattro gli ospedali
concorrono con diverse attività e specializzazioni a dare un’offerta sanitaria unica e adeguata alle
esigenze dei cittadini”, ha esordito il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia circondato da
tutti i responsabili delle unità operative dell’ospedale Val Vibrata, “In parole povere non ha senso
replicare nei quattro ospedali inutili doppioni ma ha invece un notevole valore fornire in ogni
ospedale alte professionalità e specializzazioni in grado di dare risposte efficaci ai bisogni di salute.
Questo modello è tanto più valido quando riguarda la creazione di una rete che mette in
collegamento e in stretta coordinazione due reparti della stessa specialità o interdisciplinari. E non
ha senso temere che la mancata effettuazione di un concorso pubblico da direttore di Uoc sia
pregiudizievole rispetto alla qualità di prestazioni offerte dal reparto. Non è la struttura complessa
ma le attività che vanno svolte per rispondere alle esigenze di cura dei pazienti. L’assetto
organizzativo della Asl è determinato in base a studi sulle nostre esigenze e gli ospedali lavorano in
base alle loro potenzialità: mettere in collegamento più presidi non significa depotenziarli ma a
creare una rete”. Di Giosia si è indirettamente espresso sulle polemiche riguardo al passaggio da
Uoc a Uosd della unità operativa di ostetricia e ginecologia, secondo il piano di reingegnerizzazione
della rete ospedaliera.
Sia il direttore di Dipartimento materno infantile Antonio Sisto che il direttore dell’Ostetricia e
Ginecologia Alessandro Santarelli hanno spiegato situazione e prospettive per il reparto in
questione. “Il presidio ospedaliero di Sant’Omero svolge e svolgerà un ruolo di fondamentale
importanza all’interno del dipartimento materno infantile. Con una riorganizzazione che potremo
definire ‘circolare’ si otterrà un incremento dell’attività operatoria, puntando sulla patologia
ginecologica di bassa-media complessità. L’incremento dell’attività sarà di importanza strategica
nella riduzione dei tempi di attesa e permetterà un recupero della mobilità passiva, oltre ad un
potenziale incremento della mobilità attiva” ha dichiarato Sisto. Santarelli parlando dell’intensa
attività dell’ambulatorio di uroginecologia ha annunciato che a luglio sarà attivato il percorso di
rieducazione/riabilitazione del pavimento pelvico all’interno di un progetto aziendale
multidisciplinare. Inoltre ha annunciato che venerdì scorso è stato aperto sempre a Sant’Omero il
Centro della menopausa attualmente l’unico in funzione all’interno della Asl. Anche l’attività
chirurgica è notevole: il numero di dimissioni effettuate nel 2022 ammontata a 1541 un numero
superiore rispetto all’anno pre-Covid (2019) quando ne furono 1513.
Un altro settore oggetto delle polemiche è la chirurgia che secondo lo stesso piano diventerà Uosd.
“Ora è Uoc poi si vedrà cosa diventerà” ha sottolineato il direttore generale, “la Asl nel suo atto
aziendale può decidere”.
A illustrare l’attività chirurgica nel “Val Vibrata” sono stati il direttore della chirurgia Mario
Cicconi e il Renato Pietroletti direttore del reparto, convenzionato con l’università dell’Aquila, di
chirurgia proctologica.
Il primo svolge un’attività sia numericamente che qualitativamente importante nella chirurgia di
parete, svolgendo un ruolo basilare nel recupero della mobilità passiva per ernie e colecisti il
secondo è un punto di riferimento extra regionale ed è diventato partner dell’istituto San Gallicano
di Roma per un progetto Pnrr sulle neoplasie anali anche perché dispone di un apparecchio per
anoscopia ad alta risoluzione (l’ospedale di Sant’Omero è l’unica struttura pubblica oltre al Gemelli
ad averla nel centro Italia) che si aggiungono alla manometria anale e l’ecografia anale.
Fra i vari reparti dell’ospedale di Sant’Omero che hanno ottime performance spicca la ortopedia
diretta da Vittorio Di Cesare che in questi primi 6 mesi del 2023 ha ulteriormente aumentato le
attività chirurgiche, in particolare la chirurgia protesica (anca-ginocchio-spalla) attestandosi su 160
protesi totali e con un tasso di occupazione dei posti letto del 104%.
Un secondo reparto convenzionato con l’Università dell’Aquila è la medicina interna diretta da
Davide Grassi: “Per la prima volta in vita mia ho visto attivare ambulatori in quindici giorni. Mi
sento di far parte di un gruppo forte in grado di mettere in campo strette collaborazioni fra diversi
reparti”. In riferimento ai due reparti a direzione universitaria il direttore generale ha dichiarato:
“Aver incrementato la presenza dell’università significa elevare anche la qualità dell’assistenza.
Forse questo ha disilluso qualche interno ma se vogliamo un Sanità di qualità determinate scelte
andavano fatte”.
Il direttore generale ha inoltre sottolineato l’importanza del ruolo di altri settori fra cui il pronto
soccorso e anestesia e rianimazione. “In definitiva le carte vincenti di un ospedale adesso sono le
competenze degli operatori che vi lavorano e la qualità della tecnologia. E l’ospedale di
Sant’Omero certamente non fa difetto su questi due punti. Per noi questo è un aspetto importante
tanto più che Sant’Omero è un ospedale di frontiera e può rappresentare un valido baluardo contro
la mobilità passiva” ha concluso Di Giosia. E ha annunciato l’acquisto di una risonanza magnetica
nucleare 1,5 Tesla di ultima generazione investimento di circa 1 milione di euro da acquisire
attraverso una specifica convenzione Consip appena resa disponibile (i locali che la ospiteranno
sono già stati individuati e sono adiacenti alla Radiologia); una Moc (Densitometro Osseo) di ultima
generazione 3D che sostituirà la Moc attualmente presente. Sarà acquisita, inoltre, una nuova Tac,
GE Revolution EVO, di ultima generazione e dotata di componenti hardware e software più
performanti per la gestione di numerose specialità cliniche, con l’integrazione di quelle
cardiologiche e neurologiche. Infine nelle prossime settimane sarà collaudata una nuova Colonna
Laparoscopica 3D, caratterizzata da una visualizzazione di immagini con altissima risoluzione e
qualità. In tal modo i chirurghi potranno operare con maggior precisione, con un effetto positivo sui
risultati degli interventi e quindi sui tempi di guarigione dei pazienti.
“Concludo con un invito ad evitare strumentalizzazioni che danno un’immagine negativa della
sanità vibratiana. Parlare male di un ospedale, soprattutto se quanto detto non risponde a vero, non
fa altro che danneggiarlo e allontanare il cittadino”, ha chiosato Di Giosia.
