C’erano tutti, c’erano in tanti questa mattina dinanzi ai cancelli dello stabilimento Honeywell di Atessa a sostenere i lavoratori. Sindaci, sindacalisti, consiglieri regionali, cittadini. Lo sciopero ad oltranza continua fino al 2 ottobre, giorno in cui a Roma si terrà l’incontro con la direzione dell’azienda. ” Questa mattina abbiamo partecipato alla manifestazione davanti allo stabilimento Honeywell di Atessa (Ch). I lavoratori da 8 giorni sono in sciopero e presidiano i cancelli. Nello stabilimento della multinazionale Honeywell Garrett, 420 lavoratori producono ogni anno più di 700 mila turbo e oltre 1.600.000 rotori. In quello stabilimento ci sono stati investimenti per milioni di euro anche con fondi pubblici; e poi soldi pubblici per finanziare la cassa integrazione negli anni scorsi, flessibilità dei lavoratori per andare incontro alla flessibilità della produzione ed i loro sacrifici per ottenere il premio come miglior stabilimento europeo per organizzazione del lavoro secondo i parametri Honeywell di produzione snella ed efficiente. Tutto questo non è bastato alla dirigenza Honeywell che intende chiudere lo stabilimento di Atessa senza nemmeno dichiararlo ufficialmente. La multinazionale scarica i lavoratori nonostante i sacrifici imposti quando si diceva loro che servivano flessibilità e dedizione per mantenere in efficienza lo stabilimento.” Dichiara Maurizio Acerbo segretario nazionale di Rifondazione Comunista insieme a Marco Fars, segretario regionale “Alla multinazionale non sono bastati 2 piani di esuberi che hanno interessato 115 lavoratori e 7 piani di ammortizzazioni sociali, con cassa integrazione e messa in mobilità. Ora vogliono il sacrificio estremo: l’accettazione della chiusura di una fabbrica che i lavoratori hanno reso fiore all’occhiello della produzione in Italia per spostate tutto in Slovacchia, dove più facile è lo sfruttamento dei lavoratori, costano meno e la multinazionale usufruisce di nuovi incentivi pubblici. Hanno allargato l’Unione Europea all’est consentendo aiuti di stato con cui la multinazionale ha realizzato il suo nuovo stabilimento e senza introdurre un salario minimo europeo per contenere competizione al ribasso sui salari. Le delocalizzazioni sono favorite da un quadro di regole a favore del capitale e contro il lavoro. Non ci sono giustificazioni alla scelta disonesta dei massimi dirigenti Honeywell. Rifondazione Comunista è al fianco dei lavoratori in lotta. Meritano la massima solidarietà. Difendono il proprio futuro e un territorio contro una multinazionale senza scrupoli che ha deciso di scaricarli solo per ottenere margini di profitto più alti. Per questo, siamo vicini ai lavoratori ed ai sindacati in lotta per mantenere la produzione in Italia, ad Atessa e faremo quanto possibile per contribuire, in ogni sede ci sarà possibile, al successo della vertenza.” Le sorti della Honeywell sono seguite da tutto il territorio , infatti la chiusura di una realtà cosi importante creerà effetti negativi sull’economia della zona sangrina e non solo. Ogni delocalizzazione crea impoverimento e reazioni da parte dei lavoratori, ma quando si tratta di una azienda che registra numeri positivi la scelta sembra imspiegabile.
Catia Napoleone
