-di Gioia Salvatore-
Per motivi di lavoro mi sono recata al Rimini Wellness, la fiera del fitness per intenderci, una fiera a dir poco straordinaria. Ecco si, stra-ordinaria. Userò spesso questo suffisso, “stra”, per raccontarvi la mia esperienza. Frecciarossa per arrivare a Rimini ed un autobus stracolmo, oltre ogni immaginazione per Riminifiera. Tamburi e tamburelli, il mio primo impatto con la fiera. Tamburi, forti, più forti, il Mastrogiurato? Di più forse 100 Mastrogiurato, e poi centinaia di bellissimi corpi, palestrati, colorati, che danzavano con tamburelli in mano e si muovevano come un festoso grosso corteo. Inizia il mio percorso in una realtà che non mi appartiene e che, fino al giorno prima, non riuscivo neanche ad immaginare. Corpi scolpiti, tatuati, lucidi. Culetti tonici, tette rifatte, tutine griffate, shorts (si chiamano cosi?) aderentissimi, maschi dalle spalle che valgono due ed interminabili stand stra-colmi di barrette energetiche, bevande energizzanti e simili. Musica, musica assordante e centinaia di giovani su biciclette fisse a fare spinning, in un contest dove a luce soffusa e con immagini di natura in un maxischermo si contendevano chissà quale primato. Musica, musica assordante e tantissimi su tapis roulant a correre, correre, ma non in piano, in salita, con scale in salita, di più, sempre di più quasi a cadere all’indietro. Non basta stancarsi, ma stra-stancarsi. Non basta la musica assordante, ma su, su, su. Aree ampissime, direi stra-padiglioni. E mi viene da pensare che solo stra-padiglioni auricolari riescono a sopportare tutto quel frastuono. Vado nell’area esterna. Anche qui in mille modi gli amanti del fitness sono messi alla prova. In acqua, a terra, su pedane, in bici, con attrezzi. Musica, sole, caldo, acqua, sole, musica, tamburi, microfoni a mille. Mi viene da gridare “bastaaa”. Mi “porto” in sala stampa, cerco ristoro, mi avvicino al frigo e….manco a dirlo, pieno di Red bull. Ok, va bene. Torno nella mischia. Bikini tutti strass su un corpicino niente male. Carina però. E quel bellissimo giovanottone dal sorriso invitante, wow, ha una schiena tatuatissima con un disegno che se fosse un fumetto racconterebbe una puntata intera di Batman. Tacchi alti? Naaaa. Anzi, si. Una ragazza, forse una modella, tutta vestita in pizzo bianco con tacchi altissimi. Un pesce fuor d’acqua. Mi ributto nella mischia. E continua in me la sensazione che tutto ciò che mi accade intorno è portato all’estremo. Non una biciclettata ma mettersi alla prova sempre di più. Fare, no! Stra-fare. A “caricarli” i coach, o come si chiamano, insomma i personal trainer, che non si fermano, incitano, rilanciano, urlano, sorridono, e….non sudano!!!!! Ma dove troveranno tutte queste energie con una temperatura reale che supera i 30 gradi e percepita oltre i 40!! Bello, colorato, simpatico, ma….due ore prima della partenza del mio treno crollo…devo uscire, in sostanza “non ce la faccio più!”. Prendo il primo mezzo che mi riporta alla stazione di Rimini e vado. Manca un’ora all’arrivo del mio Frecciarossa che mi riporta a casa. Fa nulla. Vuoi mettere aspettarlo su una panchina al fresco con un bel gelato? Il tempo passa in fretta e, eccolo, il treno arriva. Salgo e , accidenti, il mio vagone ha l’aria condizionata in tilt. Che si fa??? Per fortuna trovo posto altrove e trovo pace. Ciao Rimini. Una bella esperienza, mi è piaciuto raccontarvela per come l’ho vissuta. Vi confesso una cosa però, la rifarei volentieri!
