Una mattinata intensa al Da Vinci De Giorgio di Lanciano per lanciare un messaggio forte e chiaro: basta con la violenza alle donne. E sono stati gli stessi studenti a realizzare un video con le foto di donne uccise da mariti, ex fidanzati, donne vittime di un amore malato. Il convegno è stato organizzato dall’Istituto Superiore e dall’Associazione La Luna di Seb. Il problema della violenza alle donne e’ stato esaminato da diversi punti di vista. Francesca di Muzio, presidente di Donn-è , ha ribadito l’importanza di aprire uno spazio di confronto tra uomini e donne partendo soprattutto dalle nuove generazioni. Silvana Vassalli presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lanciano, ha parlato di prevenzione e di come i casi di stalking, molto frequenti, rappresentano dei campanelli d’allarme da non sottovalutare. Ma se da un amore scaturisce un atto di violenza, vuoi che sia fisica o psicologica, di quale amore si tratta? Di un “non amore”, di un amore malato. Ha chiamato in causa la famiglia e dunque l’educazione ed i valori che vengono trasmessi ai figli, Dina Labbrozzi, psicologa, analizzando il contesto famigliare dove crescono gli stalker ed i violenti. E tornando alle vittime, alle donne che subiscono violenza, è emersa l’esigenza di fare rete e di lasciare sola la donna che trova il coraggio di denunciare. I lavori si sono aperti con i saluti del Dirigente scolastico Gianni Orecchioni. Francesca Caporale, assessore al comune di Lanciano ha portato i saluti dell’amministrazione comunale. A concludere il Prefetto di Chieti Antonio Corona che ha puntato il suo intervento sul rispetto “se ci fosse rispetto tra un uomo ed una donna non esisterebbero tante cose”. Al termine del convegno, alla presenza di Rosaria Nelli vice presidente della Commissione Pari Opportunità e responsabile regionale degli Stati generali delle Donne, è stata inaugurata “la panchina rossa” dipinta dai ragazzi, simbolo della lotta alla violenza sulle donne.
