Antonino Mondello
Il 20 ottobre con delegati da tutta Italia.

Il prossimo 20 ottobre, a Montesilvano, in provincia di Pescara, presso il Grand Hotel Adriatico, si svolgerà il Congresso dell’Unione Nazionale Mutilati per Servizio. Sarà l’occasione per fare il punto sulle attività dell’Unms, eleggere il nuovo presidente nazionale e concordare le prossime “sfide”, di non poco peso e valore, che dovrà affrontare l’unico Ente Morale presente sull’intero territorio italiano che tutela tutti coloro che alle dipendenze dello Stato e degli Enti locali, territoriali ed istituzionali, hanno riportato mutilazioni ed infermità in servizio e per causa di servizio militare e civile.Sono soci i Carabinieri, i militari delle FF.AA., gli Agenti della Polizia di Stato, le Guardie di Finanza, gli Agenti del Corpo della Polizia Penitenziaria, le Guardie Forestali, i Vigili del Fuoco, i Vigili Urbani, i Magistrati e tutti i dipendenti civili della Pubblica Amministrazione. Fanno parte dell’Unione anche i superstiti e tutti coloro che hanno acquisito particolari meriti nei confronti della categoria (soci benemeriti e simpatizzanti). L’Unms rappresenta circa 350.000 mutilati ed invalidi per servizio, oltre che i loro familiari e quelli dei caduti ed è fortemente impegnata per promuovere anche sul piano europeo il riconoscimento dei loro valori morali e per stringere legami di fratellanza con le associazioni similari esistenti in Europa. Se ne parla ancora poco ma, in Italia, il numero delle vittime del dovere, non accenna a diminuire, perché non cessa la “lotta interna” delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate ai ricorrenti attentati alle Istituzioni democratiche, alla vita e ai beni dei cittadini; perché non cessa il bisogno di garantire la pace, l’inviolabilità delle frontiere e il multiforme intervento nelle pubbliche calamità; perché non cessa il bisogno di assicurare la libertà, la pace e la democrazia oltre i confini; perché non può venir meno l’operare di tutti per “la cosa pubblica”, dai massimi Poteri dello Stato fino ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Il 20 ottobre, dunque, l’Unms terrà il suo Congresso nazionale, che si annuncia assai “sentito” e con all’ordine del giorno decisivi e sostanziali momenti di discussione e di proposta, che riguardano temi importanti, anzi fondamentali per gli associati, per i cittadini, per la giurisprudenza, come: le Pensioni Privilegiate ordinarie e di reversibilità; l’Equo indennizzo; il Collocamento obbligatorio, le Quote di riserva nei concorsi pubblici; l’Esenzione dai ticket sanitari; la “non imponibilità” fiscale sulla pensione ordinaria; le Carte di libera circolazione sui mezzi di trasporti; le varie Convenzioni.“Il nostro impegno principale – spiega il Presidente nazionale Unms, Antonio Mondello – è mettere a frutto le funzioni di Unms per la rappresentanza e tutela degli interessi morali ed economici dei mutilati e delle loro famiglie, presso le amministrazioni dello Stato e degli Enti territoriali, praticando l’elevazione spirituale dei soci, esaltando in essi l’orgoglio delle minorazioni subite nell’adempimento di un dovere nazionale e sociale, e contribuendo a renderli ancora forze operanti. Ciò promuovendo provvedimenti legislativi e amministrativi a carattere nazionale e locale al fine della loro riabilitazione, recupero e integrazione in ogni settore della vita sociale, e per il conseguimento della loro autonomia.
Mondello osserva come lo Stato democratico e la collettività nazionale: “abbiano un debito verso le Forze Armate e i loro caduti, visto che ancora non viene attuata l’omogeneizzazione dei trattamenti risarcitori di invalidità. Non è più rinviabile, allora, il problema del riconoscimento, anche nella normativa della ‘causa di servizio’, del cosiddetto ‘danno biologico”.
L’Unms è impegnata in tutte le città italiane, con le proprie sedi regionali, questo per essere ancora più vicina ai propri iscritti, simpatizzanti e sostenitori e per creare la collaborazione giusta con le Istituzioni locali. In questo senso, a Napoli, si sta portando avanti una battaglia legislativa importante affinché anche gli orfani, e non solo le vedove, dei caduti e mutilati per servizio, possano usufruire di agevolazioni per quanto riguarda il trasporto locale. L’Unms vuole crescere ancora di più e fare sentire forte la sua voce e, per questo, a breve siglerà una convenzione anche con lo Stato maggiore dell’Esercito.
Senza dimenticare che motore di questa grande famiglia sono le persone con le loro storie: soprattutto quelle dei giovani eroi del nostro tempo. Persone che hanno giurato fedeltà alla Patria e che durante la loro attività sono rimaste ferite, invalide e, spesso, dimenticate. Un esercito di persone invisibili con storie incredibili. Come nel caso del caporal maggiore Pasquale La Rocca. Oggi ha poco più di 40 anni, ma ne aveva molti di meno nel 1993, quando – così come raccontano le cronache del tempo – il 4 luglio alle 16 un Falcon 50 dell’ esercito è atterrato a Ciampino con tre militari feriti. Il volo proveniva da Mogadiscio. A bordo, ferito, c’è anche il napoletano Pasquale La Rocca (parà della “Nembo”). La Rocca, era arrivato in Somalia da appena quindici giorni, quando venne colpito da una scheggia all’occhio destro che lo ha portato a subire un serissimo intervento chirurgico. Il giovane è stato definito un vero eroe, non solo perché – nonostante la forte esplosione – è riuscito a crearsi un varco per scappare, ma anche perché ha messo in salvo anche i suoi amici.I giorni successivi per Pasquale sono stati duri. Ed oggi anche lui è un invalido: ha problemi all’udito, oltre che alla vista. È solo grazie all’intervento dell’Unms, se ha ancora una vita per quanto possibile normale. È grazie all’Unms, che è stata riconosciuta la sua invalidità.Storie come quella di Pasquale – così come le storie dei familiari di queste vittime – sono davvero tante, un numero sorprendente. L’Unione nazionale mutilati per servizio, lavora per non lasciare queste persone sole ad affrontare problemi economici e burocratici, oltre che il dolore per una grave perdita.
