La Marsica ricorda le 30 mila vittime del terremoto di 100 anni fa.Il 13 gennaio del 1915 un devastante terremoto nella Marsica uccideva 30 mila persone. Oggi, a distanza di 100 anni, la Marsica ha un altro volto ma il passato e le vittime non possono essere dimenticati. Tante le celebrazioni organizzate per il centenario.
“Ricordare chiama in causa la memoria ma questo deve significare prendere come insegnamento quello che è già accaduto. Grande forza alla Marsica, grande solidarietà ai caduti e grande stretta di mano ai Comuni marsicani che oggi rivivono quella catastrofe. Il terremoto con il carico di dolore e di sangue è un’esperienza estrema ma non possiamo attendere che si verifichi il fatto distruttivo per capire, riflettere e costituirci in comunità”. Lo ha detto il Presidente della Giunta regionale, Luciano d’Alfonso, questa mattina intervenendo alla cerimonia commemorativa per il centenario del terremoto del 1915 che colpì la città di Avezzano e molti paesi della Marsica e in cui persero la vita circa 30mila persone. “Torniamo a 100 anni fa – ha proseguito il Presidente – c’era un sistema Paese assolutamente impreparato a reagire alle catastrofi e in ragione di questa assenza, all’inizio, scattò una straordinaria capacità di solidarietà delle persone, delle famiglie dei piccoli e medi Comuni. Quello che è successo ha la forza di una grande lezione. Scattiamo una foto a quella data. Davanti alle catastrofi c’è bisogno di una legge che precisi cosa deve accadere affinché le istituzioni recuperino legittimazione. Non può andare in onda l’improvvisazione. Oggi occorre precisare compiti, doveri, organizzazione. Dobbiamo rilevare anche come una Protezione civile moderna non chiama in causa solo i pubblici poteri ma anche la comunità, la società stessa. Con questo spirito coltivo l’impegno affinchè l’Abruzzo si faccia riconoscere per la forza di realizzare una grande organizzazione di Protezione civile, perché, con i Comuni e con le esperienze associative, nasca una straordinaria capacità di protezione”. Il Presidente si è poi soffermato sull’aspetto della sicurezza. “Facciamo in modo – ha aggiunto – innanzitutto, che il territorio venga messo in sicurezza attraverso una legge che coinvolga ovviamente anche la regione. Inoltre, dobbiamo aiutare questa realtà ad edificarsi come grande territorio, da qui abbiamo bisogno che si determini, alla luce di quell’esperienza di dolore e di solidarietà, un grande progetto. Dalla memoria di quella esperienza nasca una grande ambizione progettuale quella di istituire una grande città territorio”
In occasione del centenario , il Presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, nel ricordare il dramma vissuto all’epoca, ha sottolineato: “I marsicani hanno dimostrato di essere un popolo che non si arrende, che ha saputo reagire alle avversità, che ha saputo ingegnarsi, nonostante la devastazione del terremoto, nonostante le 35.000 vittime, nonostante la guerra. Le celebrazioni, come quelle di questi giorni, sono importanti anche perché sono occasioni per riflettere su quello che è stato, su quello che si è fatto e su quello che si dovrebbe fare, soprattutto nel campo della prevenzione e della protezione civile.

