Protesta dei dipendenti della Metro di San Giovanni Teatino per la decisione dell’azienda di avviare la procedura di licenziamento per 26 degli 84 dipendenti. Secondo i sindacati la società Metro Italia Cash & Carry Spa, che gestisce l’ipermercato all’ingrosso ‘Metro’ di San Giovanni Teatino avrebbe avviaato direttamente le procedure di mobilita’ senza prevedere il ricorso agli ammortizzatori sociali.Ed oggi abbiamo ricevuto una dichiarazione da parte di Maurizio Casalotto Cossu, Direttore Risorse Umane di METRO Cash and Carry Italia.
“Questa ristrutturazione comporta la profonda rivisitazione dell’offerta al cliente e la cancellazione permanente di alcune attività del punto vendita. L’azienda ha ricercato da subito un accordo con le rappresentanze sindacali, spiegando chiaramente la natura strutturale degli esuberi. In questo scenario ci siamo resi fra l’altro disponibili a sostenere con un incentivo economico tutte le persone che si erano dichiarate disposte ad entrare volontariamente in Mobilità. Questo avrebbe limitato significativamente l’impatto sociale. La divergenza che ad oggi blocca la trattativa è relativa alla modalità di applicazione della Cassa Integrazione, in quanto i sindacati hanno posto come vincolo imprescindibile l’applicazione del meccanismo della rotazione tra i lavoratori. Questa ipotesi per noi non applicabile perché, come dichiarato fin dall’inizio, gli esuberi sono di tipo strutturale, conseguenti al cambio radicale del modello operativo del punto vendita e non legati a situazioni temporanee. Confidiamo quindi che le rappresentanze sindacali si rendano conto che facendo saltare questa trattativa si negano ai lavoratori impattati 12 mesi cruciali di sostegno al reddito e rinnoviamo la nostra disponibilità a firmare un accordo che minimizzi l’impatto sociale in modo coerente con il nuovo modello operativo”
