Ecco il testo di una nota pervenutaci a firma di Tommaso Gubbiotti presidente di PMI Abruzzo e Molise.
Qualcosa si compie ma, come spesso accade in Italia, mai compiutamente. Non si può negare, infatti, che il neo Governo Letta non abbia mantenuto la promessa di approvare il decreto di sospensione dell’IMU sulla prima casa. Cosa che è avvenuta venerdì scorso. Fin qui tutto bene. Anzi una vera e propria boccata d’ossigeno per le famiglie che, così non si vedranno ancora tartassate da questo punto di vista. Almeno fino al prossimo 31 agosto prossimo. Data entro la quale, secondo il Presidente del Consiglio, il Governo dovrà procedere con la riforma dell’intera imposta sugli immobili. Tuttavia, in qualità di Associazione di categoria auspichiamo che, per quella data, il Governo riscopra una dote indispensabile,propria degli imprenditori italiani: il coraggio.Perché ciò che è mancato all’Esecutivo in questa prima fase è stato proprio il coraggio di rischiare. In un Paese in sofferenza da ormai un biennio, sarebbe servita una risposta più incisiva a favore di tutte quelle persone che, ogni giorno, continuano a crederci. Mi riferisco a quanti non si sottraggono ai loro impegni ed, imperterriti, mandano avanti le proprie attività imprenditoriali cercando di garantire un reddito o meglio un futuro a chi, grazie a quelle attività, trova il suo sostentamento. Imprenditori, commercianti, artigiani, liberi professionisti, un Mondo che non molla, ma resiste e oggi ancor di più lo fa per dar voce a chi, invece, ha dovuto gettare la spugna ma merita, comunque, rispetto. Ci saremmo, pertanto, aspettati un’azione coraggiosa, un segnale forte come sarebbe stato l’abolizione o la sospensione dell’IMU sugli immobili strumentali. Invece, gli imprenditori e le loro piccole e medie imprese diventano la solita mucca da mungere. Sulle loro spalle peserà, infatti, la maggior parte del gettito fiscale derivante dall’imposta sugli immobili. Il banco non si può far saltare. E’ questa la logica del Governo. Una logica che, ancora una volta, non tiene conto che l’economia di un Paese, soprattutto di uno come il nostro, si regge prevalentemente sull’opera delle PMI. Ce lo immaginiamo uno Stato senza industria, senza artigiani, senza commercianti? Noi non ci riusciamo. Ed è proprio per questo che riteniamo scellerata la scelta di continuare a tassare immobili che sono strumentali per il lavoro, sono parte integrante del processo produttivo oltre ad essere indispensabili per il mantenimento dell’impresa. Quindi, ci auguriamo che si tratti di una “svista” del Governo e siamo, ancora una volta, pronti a fare la nostra parte, ma speriamo che, per il futuro, a partire dal prossimo il 31 agosto, i Signori Ministri si armino, almeno per una volta, di coraggio e agiscano di conseguenza.
